Arrestato il boss Galatolo, ergastolano in permesso premio: “Infiltrazioni ai Cantieri e al Mercato”

Per gli educatori e i giudici di sorveglianza di Napoli era ormai un detenuto modello. Così, Raffaele Galatolo, 75 anni, tornava spesso a Palermo in permesso premio, nonostante una condanna all’ergastolo. Il mafioso dell’Acquasanta che negli anni Ottanta strangolava i nemici di Totò Riina nel vicolo Pipitone era riuscito ad ottenere anche la semilibertà: ogni pomeriggio, usciva dal carcere di Secondigliano e andava a lavorare in un’associazione di volontariato. Una storia alquanto singolare, denunciata da un’inchiesta di “Repubblica” nell’ottobre 2024: i boss ergastolani in permesso premio che tornano a Palermo sono diversi, e tutti parecchio pericolosi. Nonostante le relazioni che parlano di “buona condotta” in carcere. I mafiosi sono sempre stati detenuti modello. Galatolo usciva dal carcere, accendeva il telefonino e dava ordini agli uomini della sua famiglia, nel quartiere palermitano dell’Acquasanta. Per fare estorsioni e soprattutto per gestire alcuni affari, anche all’interno dei Cantieri navali e del Mercato ortofrutticolo.