Il Gip parla di “tentacolare rete di rapporti”, un contesto di soggetti “legati a doppio filo dallo scambio di favori funzionali”, di cui fanno parte sia gli indagati sia “apicali esponenti delle istituzioni”.
Una rete che avrebbe agito “al fine di ostacolare le indagini” della procura di Caltanissetta che quattro anni fa aveva iscritto Antonello Montante nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa per presunti legami d’affari con Vincenzo Arnone, boss di Serradifalco, figlio di Paolino Arnone, storico padrino della provincia di Caltanissetta morto suicida in carcere nel 1992.
