La «gravità dei reati commessi da Brusca e la caratura criminale che ha dimostrato nella sua vita di possedere» portano a considerare «non ancora acquisita la prova certa e definitiva del suo ravvedimento, ma solo di un ravvedimento non compiuto, anche considerata l’incertezza del completamento del suo percorso di pentimento». Così la prima sezione penale della Cassazione spiega perché. nello scorso ottobre, pur a fronte del parere positivo espresso dalla Direzione nazionale antimafia e della Dda di Palermo, decise di rigettare il ricorso del boss di Cosa Nostra, collaboratore di giustizia detenuto a Rebibbia, il quale chiedeva di poter accedere agli arresti domiciliari, .istanza già respinta dal tribunale di sorveglianza di Roma.
