Un segno di crisi, questo si nasconde nel ritorno al potere di vecchi boss come Gaetano Scotto o Tommaso Inzerillo: «Cosa nostra, martellata dagli arresti, non ha più il tempo di selezionare e formare la sua “classe dirigente”», spiega infatti il procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Salvatore De Luca, che non esista a dire che «ormai lo Stato ha il controllo del territorio in città ed in provincia». C’è un’altra faccia della però, legata ad un quartiere che accoglie un mafioso catalogato portandolo persino in processione, che paga il pizzo senza che neanche venga richiesto. Come sottolinea De Luca, «in certi territori Cosa nostra è vissuta quasi come una tradizione ed è più facile fare degli arresti che modificare una cultura».
