De Lucia: «È solo una parte, ci sono ancora parecchi denari…»

«La quantificazione dei beni sequestrati è solo orientativa. Attendiamo adesso i dati completi dalle autorità giudiziarie che hanno collaborato con noi. Siamo sicuri che esistono altri importanti capitali di una Cosa nostra che in questo momento noi abbiamo attenzionato sotto il profilo della famiglia trapanese, ma già per la sola famiglia noi sappiamo, e stiamo cercando le prove, che altri denari sono nella loro disponibilità». Lo ha detto il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, nel corso della conferenza stampa a Palermo. «Con questa indagine abbiamo seguito il principio “Follow the money” – ha aggiunto de Lucia -, fondamentale, individuando una enorme quantità di capitali, beni e società riconducibili a Cosa nostra. E che oggi trova una indicazione solo orientativa perché attendiamo ancora altre conferme da paesi come Spagna, Francia, Lussemburgo. Davanti a mafie che non conoscono confini anche gli sforzi delle magistrature europee cercano di superare le frontiere. Nei giorni scorsi a ridosso del 23 maggio – ha raccontato ieri de Lucia -, si sono svolti incontri a porte chiuse al Palazzo di giustizia durante i quali abbiamo avuto l’opportunità di svolgere riunioni operative con i magistrati di altri Paesi».