Non pare che Alfredo Giordano abbia mafiato occupandosi del teatro che lo ha subito sospeso. Ma, certo, può fare una qualche impressione constatare che neppure il tempio cittadino dell’arte per antonomasia sia rimasto immune dal contagio. Può sorprendersi chi pensa che Cosa nostra stia in un altrove indefinito e indefinibile e non in mezzo alla gente del cui complice assenso si nutre, prosperando.
