Erano tornati da un pezzo. Uno addirittura, da ergastolano, aveva ottenuto la possibilità di uscire dal carcere e lavorare in un’associazione di volontariato. Erano nuovamente al vertice delle famiglie mafiose dell’Arenella e dell’Acquasanta, del mandamento di Resuttana, nonostante il carcere, Stefano Fidanzati e Raffaele Galatolo, che oggi hanno rispettivamente 78 e 75 anni. E si sono pure incontrati spesso in questi ultimi anni. Due boss storici di Cosa nostra che sono stati riarrestati insieme ad altri gregari e picciotti dei due gruppi nel corso di una maxi operazione della Procura di Palermo guidata da Maurizio de Lucia. Ancora le famiglie di un tempo. Ancora la “vecchia” mafia. Ed è una rilettura sulla nuova geografia mafiosa quella messa a punto dopo l’indagine sviluppata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio con i colleghi della Distrettuale antimafia e gli uomini del Nucleo speciale Polizia valutaria della Guardia di Finanza. Che ha portato all’ordinanza di custodia cautelare siglata dal gip Walter Turturici. Sono 45 complessivamente gli indagati, per 8 di loro il gip ha deciso il carcere, per altri 5 gli arresti domiciliari.
