Fuori dal carcere, due anni dopo l’ultimo arresto e dopo il no del Gup Giuseppina Cipolla, che lo aveva considerato «reticente ed elusivo», negandogli l’attenuante speciale per i collaboratori di giustizia. Bocciato dal giudice, il pentito Vito Galatolo va agli arresti domiciliari su decisione del tribunale del riesame, che ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Fabrizio Di Maria. Non si conoscono ancora le motivazioni della decisione, ma è evidente che l’atteggiamento del collegio è diverso da quello del giudice che, in abbreviato, nel processo Apocalisse, aveva inflitto sei anni e otto mesi al rampollo della dinastia mafiosa dell’Acquasanta.
