L ‘aula bunker dell’Ucciardone è deserta, l’udienza del processo sulla trattativa tra mafia e Stato è finita da poco. Dentro c’è solo il pm Nino Di Matteo, circondato da una mezza dozzina di carabinieri armati fino ai denti che tengono d’occhio tutte le uscite e le tribune per il pubblico. Dopo le intercettazioni su Riina che lo vuole morto al più presto, è l’uomo più scortato d’Italia dopo il presidente della Repubblica. È stanco dopo sei ore di processo, però misura le parole e si commuove quando ricorda un episodio.
