In cella nel carcere di Trani oltre a tre cellulari gli hanno trovato il “libro mastro” delle estorsioni al 35enne palermitano Salvatore Verga. Sarebbe lui l’organizzatore del nuovo devastante assalto del racket delle estorsioni all’ombra di Cosa nostra che ha sconvolto e terrorizzato negli ultimi mesi Palermo tra Tommaso Natale, Sferracavallo, Mondello e Isola delle Femmine. Tra sventagliate di kalashnikov, bottiglie incendiarie e bigliettini con la solita frase: “devi metterti a posto”. E dalla cella Verga faceva regolarmente le videochiamate ai suoi picciotti per tenersi aggiornato su attentati e riscossioni. E anche sul traffico di droga che avrebbe gestito sempre dalla cella. Ci sarebbe da chiedersi se è proprio lui il mandante della devastazione, oppure ha preso ordini da qualche boss di rango con cui era magari in contatto. Su Verga (“ruolo di sicuro rilievo”) ha parlato di recente anche il neo collaboratore di giustizia Alessio D’Agostino, arrestato il 20 marzo scorso. In ogni caso questa nuova ondata di terrore mafioso ha adesso una sua spiegazione giudiziaria nei decreti di fermo decisi dalla Procura guidata da Maurizio de Lucia, dopo le frenetiche e impegnative indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo. Sono complessivamente 21 le persone sottoposte a fermo, tra vecchie conoscenze e nuovi personaggi sbucati all’improvviso che volevano “andare a comandare”.
