Il boss «trasudava rabbia» perché non era riuscito a controllare le assunzioni. Avevano avuto il lavoro altre persone e non quelle indicate da lui, ad iniziare dalla figlia. Un affronto che gli aveva fatto perdere il controllo e anche le precauzioni. Spunta un ritratto diverso di Giulio Caporrimo dalle intercettazioni svolte dai carabinieri, non per le strade di San Lorenzo come tutte le altre, bensì nel carcere di Catanzaro dove è stato rinchiuso a partire dal settembre 2017.
