«La mafia ha messo i mitra nel cassetto e fa affari».

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La Dia ebbe un battesimo di fuoco. Nel 1992 l’Italia era in ginocchio, le stragi di Capaci e via D’Amelio, stavano per piegare il Paese, i latitanti giravano a piede libero e la sera andavano in discoteca. E trent’anni dopo? «Nella nostra ultima relazione semestrale – dice il direttore della direzione investigativa antimafia, Maurizio Vallone -, abbiamo sottolineato che negli ultimi sei mesi ci sono stati solo due omicidi di mafia. Questo dimostra che le mafie hanno messo i kalashnikov nel cassetto e si dedicano a quello che è il loro vero core business: fare affari reinvestendo nel circuito dell’economia i fondi raccolti dal traffico di stupefacenti.