«Il fatto che il personaggio più rilevante di questa operazione, Natale Bruno, sia stato a sua volta braccio destro di un precedente arrestato come esponente di spicco della famiglia mafiosa di Brancaccio, Cesare Lupo, dimostra una cosa: nella gestione degli affari e del territorio a Brancaccio c’è una assoluta continuità».Leonardo Agueci, procuratore capo facente funzioni della Dda di Palermo, va dritto al punto: i capimafia cresciuti all’ombra dei fratelli Giuseppe e Filippo Graviano hanno fatto strada e adesso sono diventati i reggenti di una delle cosche più temibili di Palermo.
