Le cause perse dell’avvocato «Ridammi tutto o ti ammazzo».

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Carnefice e vittima. Emissario del boss oltre le celle del carcere, ma impantanato in prima persona in debiti difficili da saldare e costretto a vedersi mettere letteralmente le mani nelle tasche dei pantaloni dal capo dell’organizzazione che si era preso un anticipo: 25 euro. Di fronte a un prestito di 500, gliene avevano chiesti 800 entro 4 giorni, con un tasso schizzato al 5400%. Paradossale per ciò che lui avrebbe inflitto agli altri. Eppure il legale Alessandro Del Giudice, come scrive il gip Antonella Consiglio nell’ordinanza «continuava a fare il portavoce di Cosa nostra, agevolando il sodalizio nel perseguimento delle finalità criminose.