Un allarme messo nero su bianco sui pericoli di infiltrazione della mafia nel tessuto economico in una stagione di profonda crisi determinata dall’emergenza coronavirus. il gip Piergiorio Morosini nel suo atto d’accusa sfociato nei 90 arresti mette in rilievo come i riflessi delle misure finalizzate a contenere la pandemia «fanno sentire il loro peso anche sulle realtà economiche del centro-nord Italia, con il relativo pericolo di aggressione da parte dei capitali mafiosi». Il giudice rileva la necessità di «tenere conto delle chance di ulteriore espansione delle attività criminali di Cosa nostra, e in particolare del clan dell’Acquasanta, determinate da circostanze sopravvenute rispetto al tempo della formulazione delle istanze cautelari da parte del pm». Il riferimento è alle «ricadute economico-sociali delle misure di contenimento del Covid-19 che hanno determinato la sospensione di buona parte della attività».
