Slot ed estorsioni. Sarebbero stati questi — oltre ad un investimento in una piantagione di marijuana — i business gestiti dal mandamento di San Giuseppe Jato. Se le richieste di pizzo servono ai clan soprattutto per mantenere il controllo sul territorio, in una fase di crisi come questa, è piuttosto dal gioco e dalla droga che riescono a ricavare gli introiti per rimpinguare le loro casse. Dall’operazione «Monte Reale», con la quale i carabinieri hanno arrestato 16 persone, emerge che a fiutare l’affare dei videopoker sarebbe stato Giovan Battista Ciulla, fino a febbraio del 2015 giovanissimo presunto capo della famiglia mafiosa di Monreale, poi spodesta-to e costretto alla fuga al Nord.
