Da Sud a Nord per creare, come alle pendici dell’Aspromonte, veri e propri “locali” di ’ndrangheta in grado di irretirsi il più possibile e infiltrarsi anche nel modo politico, imprenditoriale e massonico. L’obiettivo? Arrivare a controllare tutti gli affari leciti e illeciti, mettere le mani sui grandi appalti e avere la supervisione e la gestione […]
località: Roccella
Deciso lo scioglimento dei consigli comunali di Careri e Sant’Ilario.
La scure del Consiglio dei ministri si è abbattuta su due consigli comunali della Locride. Si tratta dei consessi di Careri e Sant’Ilario, dove c’è il sospetto di inflitrazioni mafiose.
Beni per 1 milione confiscati a Vittorio Barranca.
Vittorio Barranca
Secondo l’accusa, i beni sono riconducibili al sidernese (ma trapiantato a Caulonia) Vittorio Barranca, 53 anni, attualmente detenuto, ritenuto un elemento di spicco delle cosche della ndrangheta che gravitano nella zona di Caulonia. Allo stesso Barranca è stato notificato un provvedimento di sorveglianza speciale per la durata di tre anni.
Catturato dopo una rocambolesca fuga.
Giuseppe Morabito
Con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale è così finito in manette Giuseppe Morabito, alias “Ringo”, 33 anni, di Africo, ritenuto dagli invest-gatori affiliato alla potente cosca Morabito-Bruzzaniti-Palamara al cui vertice, benché in carcere da alcuni anni dopo una lunga latitanza, figura il capobastone suo omonimo Giuseppe Morabito alias “Peppe u tiradritto”.
La vittima non ha paura e denuncia. I baby estortori finiscono in manette.
Prima li hanno filmati e poi sorpresi in flagranza di reato. Con l’accusa di estorsione aggravata in concorso, sono finiti in manette tre giovani, due dei quali minorenni, grazie all’aiuto della vittima.
Il boss sanluchese Sebastiano Pelle catturato dopo 16 anni di latitanza.
Sebastiano Pelle
Il boss Sebastiano Pelle, 57 anni, di San Luca, è stato arrestato ieri sera dai Carabinieri dopo 16 anni di latitanza. I militari l’hanno sorpreso nella zona del porto di Reggio Calabria. Era solo, non armato, e non ha opposto resistenza. Da tempo era inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità del ministero dell’Interno.
Sotto chiave i beni di un prestanome dei Longo.
La Polizia ha posto i sigilli giudiziari su quote aziendali, una villa, conti correnti e polizze assicurative per un milione. I beni erano intestati a Roberta Nesci.
Coltivavano “erba” in casa, in manette padre e figlio.
Giuseppe e Luigi Lamberti avevano allestito una vera e propria serre all’interno di una stanza in via di ultimazione in uno stabile di loro proprietà. Le piantine di marijuana erano riscaldate con elettricità rubata.
Latitante si consegna ai caranieri di Platì.
Antonio Perre
Sentendosi braccato dai carabinieri della compagnia di Locri diretta dal maggiore Ciro Niglio, il ricercato platiese Antonio Perre, 26 anni, residente a Motta Visconti (MI), ha deciso spontaneamente di porre fine alla propria latitanza.
Una “tana” anche nella casa del suocero.
Pietro Criaco,nascondiglio
Secondo le forze dell’ordine di Siderno e Bovalino il rifugio segreto sarebbe stato utilizzato da Pietro Criaco, arrestato nel 2008. Localizzata sotto il pavimento della stanza da letto della casa del suocero. Tredicesimo bunker scoperto in 11 mesi nella Locride.
