Altri due esecutori materiali del generale Dalla Chiesa, della moglie e dell’agente di scorta, sono stati condannati all’ergastolo. Si tratta di Giuseppe Lucchese e Raffaele Ganci, boss della Noce. Secondo Nando Dalla Chiesa resta ancora una zona d’ombra: quella che circonda i mandanti occulti.
tematica: I processi
Omicidio Dalla Chiesa, nuov o verdetto: due dei killer condannati all’ergastolo.
Omicidio Dalla Chiesa, nuov o verdetto: due dei killer condannati all'ergastolo.
Altri due esecutori materiali del generale Dalla Chiesa, della moglie e dell’agente di scorta, sono stati condannati all’ergastolo. Si tratta di Giuseppe Lucchese e Raffaele Ganci, boss della Noce. Secondo Nando Dalla Chiesa resta ancora una zona d’ombra: quella che circonda i mandanti occulti.
‘Ndrangheta all’ombra della Madonnina.
'Ndrangheta all'ombra della Madonnina.
Nell’ambito del processo ‘Sim Card’, che ricostruisce strategie e traffici della ‘ndrangheta a Milano, l’accusa ha formulato richieste per oltre 330 anni di carcere a carico di 37 imputati. Il pm Mollace ha sottolineato come il narcotraffico continui ad essere la strada maestra dei guadagni illeciti delle cosche calabresi.
Due condanne nello stesso giorno.
Due condanne nello stesso giorno.
Giornata sfortunata per il boss di Gravitelli Giorgio Mancuso. Infatti, gli sono stati inflitti 13 anni per il tentato omicidio Campagna e per una vicenda di droga. Per l’agguato del 1988 sono stati condannati anche Giuseppe Cucinotta e Giovanni Costantino.
‘Non sono i killer del barone D’Onufrio’. In quattro scagionati dalla Cassazione.
'Non sono i killer del barone D'Onufrio'. In quattro scagionati dalla Cassazione.
La Cassazione ha cancellato definitivamente le condanne di Giuseppe Graviano, Francesco Tagliavia, Lorenzo Tinnirello e del latitante Filippo La Rosa, presunti killer del barone D’Onufrio, ucciso il 16 marzo 1989. Resta un solo colpevole: Giuseppe Lucchese.
La Cassazione su Fecarotta: insufficienti le accuse di mafia.
La Cassazione su Fecarotta: insufficienti le accuse di mafia.
L’imprenditore Mario Fecarotta resta agli arresti domiciliari. Per la Suprema Corte va rivisto l’ordine di custodia cautelare. Infatti, fare affari con i boss non basta per affermare le collusioni.
Richieste pesanti condanne, resta il mistero delle armi.
Richieste pesanti condanne, resta il mistero delle armi.
Quasi cento anni di carcere. Sono le richieste del sostituto procuratore Crescenti nel corso della sua requisitoria per l’operazione ‘Golden bridge’. L’inchiesta riguarda il traffico di droga tra i grossisti della Calabria e i distributori messinesi.
Inflitti 22 anni a Cariolo.
Inflitti 22 anni a Cariolo.
Si tratta della sentenza per l’omicidio di Melchiorre Zagarella, ferroviere di giorno e cassiere del clan Costa di notte, avvenuto nel lontano 1981. Il pm Laganà aveva chiesto per Placido Cariolo l’ergastolo, ma la Corte d’Assise ha tenuto conto delle attenuanti generiche, relative al fatto che il commando che esegui’ l’omicidio era composto da più […]
Rosmini conferma la sua dissociazione dal clan.
Rosmini conferma la sua dissociazione dal clan.
Durante il processo ‘Olimpia bis’, Bruno Rosmini, killer mafioso, ha confermato di voler collaborare con la giustizia. L’uomo è stato ascoltato sia dalla difesa che dall’accusa, ammettendo l’esistenza di un asse tra la sua famiglia, Paolo Serraino e Pasquale Condello.
Dopo l’ergastolo gli arriva l’assoluzione. Accusato di stragi e omicidi torna libero.
Dopo l'ergastolo gli arriva l'assoluzione. Accusato di stragi e omicidi torna libero.
Da ieri Giuseppe Calascibetta,mafioso di S.Maria del Gesù, è un uomo libero. Infatti, la Corte d’Appello di Catania ha deciso per la revisione del processo per l’assassinio di Benedetto Grado, ucciso nel 1983.
