Estorsioni e “welfare mafioso”, il boss controllava il quartiere.

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Il “welfare mafioso” si era attivato tempestivamente. A lockdown appena decretato, a marzo scorso, il boss Giuseppe Cusimano, a capo della neocostituita “famiglia” dello Zen si adoperava già per far avere gli alimenti alle famiglie indigenti del quartiere, uno dei più poveri di Palermo. Ma dietro all’apparente generosità del capomafia, finito in cella insieme ad […]

Palermo, durante il lockdown distribuiva la spesa: arrestato il nuovo capomafia dello Zen.

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Durante il lockdown, Giuseppe Cusimano era sempre attento ai bisogni delle famiglie più indigenti dello Zen. E non certo per generosità. Cercava consensi. Perché era il nuovo capomafia della periferia palermitana. I carabinieri del nucleo Investigativo di Palermo l’hanno arrestato questa mattina, contro di lui un provvedimento di fermo emesso dalla Procura, che coinvolge altre […]

Mafia, sgominata a Palermo nuova famiglia: durante lockdown faceva spesa per i poveri.

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Nel territorio dello Zen, a Palermo, i vertici di Cosa nostra hanno anche tentato di accreditarsi, in maniera concreta, quali referenti in grado di fornire aiuti alla popolazione in tempo di pandemia da Covid 19. E’ quanto emerge dall’operazione antimafia, denominata Bivio, che ha portato stamane all’arresto di 16 persone da parte dei carabinieri. I […]

Le mogli dei boss assunte dalla cantina. Scarcerato Barone.

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Salvatore Barone, presidente della cantina sociale Kaggera di Calatafimi, arrestato lo scorso 15 dicembre nell’ambito dell’operazione antimafia «Ruina», che ha disarticolato la locale famiglia mafiosa, ha lasciato il carcere. Ultimo giorno dell’anno in famiglia e alle 18,30 la messa nella Chiesa «San Silvestro Papa». Il gip del Tribunale di Palermo, giudice Lorenzo Jannelli, dopo l’interrogatorio […]

«Non riciclò i soldi del clan». La società torna a Cannone.

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Prima l’assoluzione per riciclaggio e adesso la restituzione di tutti i beni, ad iniziare dalla sua azienda edile. Questo il percorso dell’ingegnere Alfredo Cannone, arrestato nell’ambito dell’operazione «Game over», accusato di avere riciclato nel mattone i soldi delle scommesse gestite dalla mafia e infine uscito indenne da tutte le accuse.

“Favori al boss in cambio di voti”. Nuove accuse per Sammartino.

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Due favori, uno per il nipote e l’altro per la moglie del boss. Spunta il nome di Luca Sammartino, deputato regionale di Italia viva, nell’inchiesta “Report” della Guardia di finanza di Catania sugli affari del clan Laudani nell’hinterland etneo. Il suo coinvolgimento nell’indagine figura dal lungo elenco degli indagati, in tutto sono trentotto, alcuni dei […]

I clan controllavano pure le aste giudiziarie minacce e intimidazioni a chi non si piegava.

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La denuncia era arrivata a questo giornale ed era stata opportunamente rilanciata alcune settimane fa: esiste un sistema che controlla le aste giudiziarie, favorendo i “soliti noti”. Qualcuno si era indignato, aveva garantito che mai e poi mai sarebbe stato possibile pilotare un’asta giudiziaria. L’operazione “Report”, fatta scattare ieri mattina dalla Guardia di finanza sotto […]

I “pizzini” nei succhi di frutta per dettare strategie all’esterno.

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Arrestato durante l’operazione “Viceré”, quella che grazie alle dichiarazioni di Giuseppe Laudani permise di infliggere un colpo durissimo ai “Mussi ‘i ficurinia”, Orazio Scuto “il vetraio” aveva trovato un metodo niente male per veicolare i propri messaggi verso l’esterno: in occasione dei colloqui con la figlia Valentina, arrestata durante questa operazione, preparava degli “innocenti doni” […]

In manette 13 fedelissimi del boss indagato il sindaco di Calatafìmi.

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Un testimone ha raccontato alla squadra mobile di Trapani cosa avvenne durante l’ultima campagna elettorale per le amministrative a Calatafìmi, nel 2009. E per questo è stato minacciato dalle cosche. «A casa mia si presentò una persona che mi promise la somma di 50 euro per ogni voto che avrei fatto convogliare in favore del […]

Buco nella “rete” di Messina Denaro, 13 arresti.

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In una fatiscente stanzetta attigua ad una masseria nel territorio si decidevano gli affari della famiglia mafiosa, si assumevano decisioni rilevanti, si ricevevano persone e si pilotavano anche le elezioni attraverso la compravendita di voti. Cinquanta euro per un voto nella campagna elettorale del candidato sindaco di Calatafimi, Antonio Accardo, poi eletto. «Cinquanta euro ogni […]