Il presidente della Regione Capodicasa ha deciso di promulgare la legge antiracket nonostante l’impugnativa del Commissario governativo. La legge tra le altre cose prevede incentivi ai detenuti che vogliono avviare, durante l’espiazione della pena, un’attività professionale.
tematica: Racket
La legge non si tocca.
La legge non si tocca.
L’onorevole Fabio Granata si dichiara fiducioso. ‘La legge antimafia-antiracket, approvata dall’Ars, nonostante l’impugnativa del Commissario dello Stato, entrerà in vigore ed avrà applicazione immediata’.
La nuova legge antiracket tutela chi aiuta a identificare gli estortori.
La nuova legge antiracket tutela chi aiuta a identificare gli estortori.
Risarcimento per le vittime della criminalità che vengono equiparate a quelle di mafia, contributi regionali erogati in misura crescente in funzione dell’apporto che la vittima dell’estorsione fornisce nell’accertamento della verità. Sono alcuni dei punti più rilevanti della nuova legge antimafia della Regione siciliana.
Il ‘prof’ tradito dalle cimici.
Il 'prof' tradito dalle cimici.
La polizia ha smantellato un’organizzazione, legata alla famiglia Santapaola, che taglieggiava commercianti ed imprenditori della provincia etnea. Il gruppo era guidato da Giansanto Maugeri che ‘insegnava’ tutti i trucchi del pizzo ai ragazzi del clan.
Liberi Nunnari e insana, mancanza di indizi per il ‘pizzo’ alla Arpel.
Liberi Nunnari e insana, mancanza di indizi per il 'pizzo' alla Arpel.
Il TdL ha scarcerato Nunnari e Insana, per mancanza di indizi. I due erano accusati di una serie di estorsioni alla ‘Arpel’.
Estorsioni firmate Provenzano.
Estorsioni firmate Provenzano.
Cominceranno oggi gli interrogatori alle 13 persone arrestate nell’ambito dell’operazione ‘Barbarossa’. Oggetto dell’indagine, il pizzo alle imprese della A/20 da parte di uomini del capo di Cosa nostra. La zona tirrenica divisa in tre zone d’influenza.
Si è costituito a Milano.
Si è costituito a Milano.
Si è costituito a Milano il quinto indagato dell’operazione antiestorsione culminata con quattro arresti. Si tratta di Giuseppe Fumia, 40 anni, che secondo la Dda messinese, nei primi anni ’80, prese contatti con la ditta ‘Arpel per sottoporla al pizzo.
Arrestati in quattro per estorsione. Sparacio: c’era anche mio fratello.
Arrestati in quattro per estorsione. Sparacio: c'era anche mio fratello.
Avrebbero riscosso il pizzo per oltre dodici anni, fino a quando le vittime non hanno dichiarato fallimento. Il gruppo avrebbe fatto parte del clan di Luigi Sparacio. In manette finiscono quattro persone.
Inferto un duro colpo al racket quarantanove rinviati a giudizio.
Inferto un duro colpo al racket quarantanove rinviati a giudizio.
Agli ordini del boss Mariano Tullio Troia, imponevano il pizzo a commercianti ed artigiani di mezza Palermo. Rotto il muro di omertà, in quarantanove finiscono a giudizio. Gli esercenti costretti a pagare a Natale e a Pasqua.
Pizzo al Borgo, parlano i negozianti. In casa di un arrestato 40 milioni.
Pizzo al Borgo, parlano i negozianti. In casa di un arrestato 40 milioni.
Primi riscontri alle accuse contro le quindici persone finite in cella per estorsione. Alcune vittime del racket confessano di avere pagato, i poliziotti trovano in un appartamento banconote sospette.
