Un pregiudicato di 29 anni, Antonio D’Arrigo, è stato tradito dall’impronta lasciata sulla lettera minatoria. Il commerciante di Picanello si è rifiutato di pagare e i poliziotti della Scientifica hanno fatto il resto.
tematica: Racket
Chiedono il ‘pizzo’, imprenditore chiude. A Palermo un’inchiesta con 4 fermati.
Chiedono il 'pizzo', imprenditore chiude. A Palermo un'inchiesta con 4 fermati.
Un imprenditore che stava ultimando un’opera pubblica ha interrotto i lavori. I taglieggiatori chiedevano 12mila euro pronto cassa. Il clan lo ha minacciato dipingendo una croce sulla sua auto. I fermi sono scattati per 4 persone.
Riffa con tangente anche in piazza Mazzini.
Riffa con tangente anche in piazza Mazzini.
Due pentiti rivelano il nuovo metodo per imporre il racket ai commercianti: si chiama ‘superotto’ o ‘sistemotto’. Il pizzo bussa alle porte dei commercianti camuffato da lotteria.
Spettacoli, pizzo, assunzioni a braccetto mafiosi e manager.
Spettacoli, pizzo, assunzioni a braccetto mafiosi e manager.
Da un’inchiesta partita da un incendio di sei cassonetti dell’Amia, si arriva alle collusioni tra il clan di Porta Nuova e i dirigenti della Gesip e del teatro Massimo. In carcere sono finiti Antonino Abbate e lo zio.
‘Cercò di taglieggiare una cantina’. Preso il figlio del boss di S. Giuseppe Jato.
'Cercò di taglieggiare una cantina'. Preso il figlio del boss di S. Giuseppe Jato.
Con l’accusa di tentata estorsione è stato arrestato Giovanni Genovese, agricoltore e figlio di Salvatore Genovese, il super boss di S. Giuseppe Jato. Secondo i pm della Dda, l’uomo voleva imporre il pizzo alla cantina Calatrasi.
E la camorra brucia quattro compattatori.
E la camorra brucia quattro compattatori.
Ennesimo raid incendiario in meno di due settimane tra Afragola e Caivano. Alcune bottiglie molotov hanno distrutto quattro compattatori. S’indaga sul clan del boss Domenico La Montagna.
Taglieggiava negoziante. Acciuffato dalla Mobile.
Taglieggiava negoziante. Acciuffato dalla Mobile.
Vittorio Lisa è stato arrestato con l’accusa di avere costretto il titolare di un negozio di cartoleria prima da acquistare da lui, a prezzi esorbitanti, oggetti per la casa di minimo valore, poi, a consegnarli merce senza pagare ed anche denaro contante.
Francofonte, la rabbia dei commercianti: noi denunciamo ma gli estortori sono liberi.
Francofonte, la rabbia dei commercianti: noi denunciamo ma gli estortori sono liberi.
Dopo la scarcerazione di tre indagati che hanno patteggiato la pena, Nunzio Di Pietro, presidente dall’associazione antiracket ‘Giovanni Falcone’, si sfoga, dicendo che non si può andare avanti cosi’. Il comandante dei carabinieri rassicura i commercianti.
Ilpizzo? Mangiare a sbafo al ristorante. A Gela invece dei soldi grandi abbuffate.
Ilpizzo? Mangiare a sbafo al ristorante. A Gela invece dei soldi grandi abbuffate.
Cinque arresti nel corso di un blitz contro il racket del pizzo a Gela. Il titolare del locale, impossibilitato a ‘versare’ i 1.500 euro richiesti dagli estortori, era costretto ad ‘offrire’ pranzi, cene, e banchetti.
Antica focacceria, la lettera del ricatto.
Antica focacceria, la lettera del ricatto.
Rinchiusi nel carcere di Pagliarelli, i quattro estortori dell’Antica focacceria negano il reato. Intanto, gli inquirenti trovano una lettera indirizzata al proprietario che non lascia dubbi: una richiesta esplicita di 50.000 euro.
