I carabinieri di Taormina hanno arrestato un non ancora 18enne, reo di aver trasformato il garage di casa in una sorta di market della marijuana. Le forze dell’ordine hanno sequestrato 500 grammi della sostanza stpefacente.
testata giornalistica: GAZZETTA DEL SUD
Fermato anche il figlio ‘esattore’.
Fermato anche il figlio 'esattore'.
Dopo Gino Benincasa, autore dell’estorsione nei confronti dei commercianti Perri, è finito in carcere anche il figlio Giuseppe, colpevole di aver riscosso una mazzetta di 50.000 euro su ordine del padre.
Cosche calabresi gestivano a Milano il narcotraffico.
Cosche calabresi gestivano a Milano il narcotraffico.
Un’organizzazione criminale collegata ad alcune cosche calabresi è stata scoperta dal Ros dei carabinieri di Milano. Le indagini hanno permesso di delineare la struttura della banda che importava ingenti quantità di droga di vario tipo dal Marocco, Venezuela e Olanda. Quattordici le ordinanze di custodia cautelare.
‘Denunciate gli usurai, lo Stato vi aiuterà’.
'Denunciate gli usurai, lo Stato vi aiuterà'.
Un imprenditore cosentino, vittima dei cravattari, ha raccontato la sua drammatica esperienza: ‘Ho testimoniato contro gli strozzini e sono stato risarcito, non posso che essere grato allo Stato in cui non avevo mai creduto’.
Estorsione ai figli dell’ucciso, arrestato.
Estorsione ai figli dell'ucciso, arrestato.
Gino Benincasa, commerciante, già consigliere comunale ed ex sorvegliato speciale, avrebbe intascato 100 milioni di lire per evitare ‘guai’ agli eredi di Antonio Perri, assassinato a colpi di pistola. L’inchiesta ancora non è conclusa e si cercano eventuali complici.
Imprenditore di Pianopoli nel mirino del racket. Colpi di pistola contro la vetrina della sua azienda.
Imprenditore di Pianopoli nel mirino del racket. Colpi di pistola contro la vetrina della sua azienda.
‘Tuonano’ ancora i postini del pizzo a Lamezia. Questa volta è toccato ad una azienda di Pianopoli, che ha ricevuto un paio di colpi di pistola sulla vetrina.
‘Sena era personaggio ingombrante’.
'Sena era personaggio ingombrante'.
Rivelati dai pentiti i retroscena dell’uccisione del boss Antonio Sena avvenuta nel maggio del 2001. Secondo Antonio Di Dieco, il vecchio capobastone, che vantava solide amicizie anche nella Piana di Gioia, è stato ucciso perchè aveva contrastato delle estorsioni fatte a Cosenza contro persone che lui conosceva.
‘Ma quale racket, solo qualche teppistello’.
'Ma quale racket, solo qualche teppistello'.
E’ la lettura del sindaco Salvatore Giglio dei continui incendi a locali, appartamenti, autovetture e cassonetti dei rifiuti. Il primo cittadino annuncia, anche, la cattura degli autori di questi atti malavitosi. Intanto, ieri, è stato bruciato il distributore di una videoteca.
Imponevano il pizzo ai connazionali.
Imponevano il pizzo ai connazionali.
Sgominata una banda di indiani che gestiva il traffico di immigrati presso la cittadina tirrenica. L’indagine è scaturita da un’aggressione a coltellate nei confronti di un ex comunitario, avvenuta pochi giorni fa. Tre gli arrestati.
Soldi destinati a politici a funzionari.
Soldi destinati a politici a funzionari.
Continuano le dichiarazioni del pentito Di Dieco sull’inchiesta per l’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Secondo il collaboratore, la ‘ndrangheta aveva preparato otto miliardi in nero per ammorbidire personaggi influenti. Sempre secondo l’ex commercialista, Facciolla e Curcio erano nel mirino delle ‘ndrine calabresi.
