Alla sbarra le cosche della provincia di Trapani ritenute responsabili di 67 omicidi. Inflitti quattro secoli di carcere. Quindici le assoluzioni, i pm ne avevano chiesto solo una. Molti comuni si sono costituiti parte civile.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Omicida semilibero arrestato per usura
Omicida semilibero arrestato per usura
Un negoziante vuota il sacco ed Antonio Trippodo, detunuto in semilibertà, finisce in manette con l’accusa di usura. L’uomo farebbe parte di un’organizzazione di strozzini della città. Tassi del 60% l’anno.
Un imprenditore accusa: ‘ Senza le tangenti, i lavori si bloccavano’.
Un imprenditore accusa: ' Senza le tangenti, i lavori si bloccavano'.
Mafia e appalti, è questo l’eterno connubio dell’ultima retata di Palermo. Il costruttore Giovanni Mazzola, oggi collaboratore di giustizia, spiega come gli appalti venivano truccati tramite l’apertura delle buste con le offerte di gara.
Un imprenditore accusa: ‘ Senza le tangenti, i lavori si bloccavano’.
Un imprenditore accusa: ' Senza le tangenti, i lavori si bloccavano'.
Mafia e appalti, è questo l’eterno connubio dell’ultima retata di Palermo. Il costruttore Giovanni Mazzola, oggi collaboratore di giustizia, spiega come gli appalti venivano truccati tramite l’apertura delle buste con le offerte di gara.
Estorsioni al Borgo. Chieste condanne per 130 anni
Estorsioni al Borgo. Chieste condanne per 130 anni
Pesanti le richieste ( 130 anni ) al processo contro la cosca del Borgo Vecchio. Sotto accusa non solo affiliati e fiancheggiatori della cosca, ma anche sette commercianti che avrebbero pagato il pizzo. Dieci negozianti, invece, hanno deciso di collaborare con gli inquirenti.
Mafia e appalti. Blitz nel palermitano
Mafia e appalti. Blitz nel palermitano
Una maxinchiesta che rivela contiguità tra pubblica amministrazione e mafia. Ventotto gli arresti. In cella per corruzione gli ex sindaci di Giardinello e Borgetto. Coinvolti anche imprenditori e il reggente del clan di Partinico Michele Seidita e il suo vice Francesco Pezzino. Ordini di custodia anche in Toscana.
Semiliberi in permesso premio. ‘Ma erano affiliati al clan’
Semiliberi in permesso premio. 'Ma erano affiliati al clan'
Una banda di mafiosi semiliberi che uccideva e gestiva l’attività di droga ed estorsione. E’ la storia dei Pezzino che avevano notevoli interessi in Toscana dove avrebbero investito i loro guadagni.
Andreotti, prove confuse. Ecco perchè è stato assolto.
Andreotti, prove confuse. Ecco perchè è stato assolto.
Arrivano le motivazioni della sentenza di assoluzione per Giulio Andreotti. Nelle oltre 4000 mila pagine i giudiìci spiegano che il senatore ha mentito per difendersi, soprattutto sui rapporti con i fratelli Salvo. Ma, secondo la Corte, le accuse mosse al senatore a vita erano spesso contraddittorie o inesistenti.
I pm:’L’impianto accusatorio è valido’.
I pm:'L'impianto accusatorio è valido'.
I pm Scarpinato e Lo Forte affilano le armi. I due giudici inoltreranno appello perchè considerano valido l’impianto accusatorio. Il procuratore Grasso ha dichiarato che i collaboratori, nella sentenza, non sono ritenuti calunniatori.
‘Ma Andreotti menti’:conosceva i Salvo’.
'Ma Andreotti menti':conosceva i Salvo'.
Secondo i giudici della Corte che hanno assolto Giulio Andreotti, il senatore avrebbe mentito sui rapporti con i cugini Salvo. Nelle motivazioni della sentenza risulta che l’uomo politico usava l’automobile blindata degli esattori e che mandò un vassoio d’argento per il matrimonio della figlia di Nino Salvo.
