Seguono la figlia e catturano il mandante del delitto Livatino. Si conclude così la latitanza del boss Giuseppe Montanti, 44 anni, temuto esponente della ‘Stidda’ di Canicatti’, arrestato dalla Polizia ad Acapulco
testata giornalistica: LA SICILIA
L’uomo che guidando la cosca degli ‘stiddari’ dichiarò guerra a Cosa Nostra
L'uomo che guidando la cosca degli 'stiddari' dichiarò guerra a Cosa Nostra
Giuseppe Montanti, secondo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, sarebbe stato uno degli organizzatori della strategia messa in atto dagli stiddari per dare la scalata al poter di Cosa Nostra. La decisione di eliminare il giudice Livatino era sinonimo di una prova di forza nei confronti degli avversari della mafia tradizionale.
Il boss comandava anche da casa
Il boss comandava anche da casa
Vincenzo Buccafusca, indicato come il boss della cosca mafiosa di Porta Nuova, dopo aver ottenuto i domiciliari, era tornato ad occuparsi dei suoi ‘affari’ ordinando da casa omicidi ed estorsioni. A tradirlo sono state le ‘cimici’ che gli inquirenti avevano piazzato nella sua abitazione. Insieme a lui sono finiti in carcere anche 14 complici.
Quindici ergastoli per il gruppo ‘Tigna’
Quindici ergastoli per il gruppo 'Tigna'
Si è concluso in corte d’Assise il processo di primo grado per 25 omicidi compiuti a Catania tra l’81 e il ’93. Il cosiddetto gruppo ‘Tigna’ decimato da 15 ergastoli. Pene tra i 14 ed i 30 anni per i collaboratori di giustizia che hanno consentito di fare luce su quella stessa guerra di mafia.
Pizzo alla Pescheria, chieste nove condanne.
Pizzo alla Pescheria, chieste nove condanne.
Condanne per associazione mafiosa ed estorsione, con pene comprese tra 9 e 13 anni, sono state sollecitate dai pm Mignemi e Filippelli nei confronti di nove presunti appartenenti al clan Cappello, che avrebbero costretto 42 venditori ambulanti del mercato della Pescheria di Catania a pagare il pizzo.
‘E ora i mandanti occulti’
'E ora i mandanti occulti'
Inflitti 29 ergastoli contro i 24 del primo processo, nella sentenza d’appello della strage di Capaci. Secondo i pm Tescaroli e Sabatino grazie ai pentiti (Brusca e Cancemi) è stato sancito il ‘teorema Buscetta’.
E il latitante incontrò il politico
E il latitante incontrò il politico
Nell’ambito dell’ ‘Operazione Orione 3’ emerge la strategia mafiosa di infiltrarsi anche nel mondo politico – amministrativo. Secondo i carabinieri, infatti, Umberto Di Fazio, tra i sette latitanti di ‘Orione 3’, avrebbe incontrato un consigliere provinciale in carica di cui non è stato reso pubblico il nome.
Tutti gli stipendi del libro mastro
Tutti gli stipendi del libro mastro
Interessante documento ritrovato in casa di Vincenzo Santapaola, nipote del boss. Un libro mastro in cui sono registrate tutte le voci finanziarie della ‘famiglia’ catanese di Cosa nostra. Dalle 500 mila del gregario, ai 20 milioni per il ‘capo’. Le estorsioni principale fonte di sostegno della ‘famiglia’.
Seltz e mafia al chiosco di Monte Po
Seltz e mafia al chiosco di Monte Po
In seguito all”Operazione Orione’ emergono insospettabili attività gestite dalla criminalità organizzata. I tentacoli delle cosche, infatti, erano arrivati sui bar di spiagge libere della Playa e impianti sportivi. L’elemento di spessore all’interno dell’organizzazione è Francesco Antonino Gravagna.
Mafia Madonie: condannato anche il fratello di Musotto.
Mafia Madonie: condannato anche il fratello di Musotto.
Novantadue anni e mezzo di carcere sono le pene complessive inflitte in seguito all’inchiesta su mafia ed estorsione nelle Madonie. La pena più severa (13 anni) ad Antonio Manzone, capo mandamento di San Mauro e Gangi. Fra gli imputati anche Cesare Musotto, fratello del presidente della Provincia di Palermo, condannato a due anni e sei […]
