Soldi, telefonini e servizi segreti: tre piste per l’omicidio Nangano.

Francesco Nangano

L’ultima telefonata l’ha ricevuta da morto. I sicari avevano già ucciso Franco Nangano quando il suo cellulare ha iniziato a squillare. Sotto il giubbotto sforacchiato dai proiettili, sull’apparecchio compariva una chiamata. Gli investigatori adesso stanno cercando di rintracciare il misterioso interlocutore, così come tutti gli altri nomi che comparivano nella rubrica.

Villa confiscata rischia di tornare ai boss.

Leonardo Caruana,bene,confisca

Un bene confiscato alla mafia che rischia di tornare – direttamente o indirettamente – nella disponibilità di coloro ai quali è stato sottratto. Su questo stanno indagando i carabinieri del Comando provinciale di Agrigento che stanno cercando di fare luce sul caso di Leonardo Caruana, 34 anni, di Siculiana (figlio del boss della potentissima famiglia […]

Il delitto di Palermo. Esecuzione plateale per bloccare l’ascesa di Nangano.

Francesco Nangano

Una serata d’altri tempi quella di sabato scorso in via Messina Marine: un cadavere sforacchiato dai proiettili dentro una macchina, la strada chiusa al traffico, i curiosi assiepati dietro i nastri della polizia, i negozi con le insegne accese nonostante il morto ammazzato a pochi passi. I sicari hanno sparato in una delle vie più […]

Sensali, picchiatori e addetti agli sgomberi la rete capillare di fedelissimi dei Lo Piccolo

Racket,appartementi,Zen2

Due anni fa, le telecamere di “Report”, il celebre programma d’inchiesta condotto da Milena Gabanelli su Rai3, andarono allo Zen, proprio per occuparsi del pizzo imposto agli abitanti del quartiere. Furono intervistati due uomini benvestiti, che in perfetto italiano assicurarono: «Qui nessuno paga mazzette. Se cercate il pizzo, andate a Pizzo Sella». E ridendo, indicarono […]

Brusca: “La trattativa si era arenata. Riina ordinò di uccidere Grasso”

Trattattiva,Stato mafia

«Dovevo essere l’acceleratore per una trattativa che languiva», parola di Piero Grasso. L’ex procuratore nazionale antimafia afferma che doveva essere il secondo «colpetto» per far sì che la trattativa tra la mafia ed apparati dello Stato andasse avanti e, quasi, ironicamente aggiunge: «Sono stato oggetto della trattativa».

Ex assessore smentisce pentito che accusa l’ex presidente Lombardo.

Raffaele Lombardo,processo,rapporti,mafia

«Quel pentito non lo cono¬sco»: Guglielmo Scammacca della Bruca, l’imprenditore etneo della Sanità che è stato assessore e deputato regionale, ha testimoniato ieri a Catania nel corso del processo con rito abbreviato a carico di Raffaele Lombardo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio.