Salvatore Ippolito è stato ritenuto colpevole di concorso esterno. Secondo l’accusa, avrebbe amministrato al servizo della cosca locale il comune di Castrofilippo.
Dossier: Rassegna Stampa
La Procura sfida la Corte. “Telefonate da conservare almeno per un altro mese”.
Procura di Palermo, Colle.
In seguito alla sentenza della Consulta sul conflitto di attribuzioni aperto tra il Colle e la Procura di Palermo, rischia di aprirsi un nuovo braccio di ferro con la Presidenza della Repubblica sui tempi della procedura per la distruzione dei file relativi alle telefonate,
Stato-mafia, Csm e Anm contro Ingroia.
Ingroia.
Dopo la sentenza con cui la Consulta ha dato ragione al Quirinale sulle intercettazioni del capo dello Stato, il procuratore di Palermo prende le distanza dal suo ex “aggiunto”: sono sue opinioni, gli atti di giustizia vanno rispettati. Di Pietro difende il Pm.
Quelle telefonate con Mancino tra sospetti e intercettazioni.
Nicola Mancino.
Il timore dell’ex capo del Viminale di essere coinvolto nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Il tentativo di scavalcare il procuratore Grasso e l’intervento sulla Cassazione.
Sequestro beni per mezzo milione.
Destinatario del provvedimento un uomo ritenuto vicino al nipote di Piddu Madonia, l’agente di commercio Gaetano Giacomo Ursino, che si trova in stato di libertà.
Sì al ricorso del capo dello Stato.
Napolitano, Mancino.
Per la Corte Costituzionale, la Procura di Palermo non doveva valutare quelle conversazioni. Accolta la tesi del Presidente Napolitano: le intercettazioni delle telefonate con Mancino vanno distrutte.
Supermarket e d estorsioni, cinque arresti.
Operazione "Supermarket".
Le accuse nei confronti degli arrestati sono di estorsione e tentata estorsione aggravati dal metodo mafioso e trasferimento fraudolento di società. Pressioni per ottenere forniture e distribuzione merci. Al centro dell’indagine, Giovanni Trovato, dichiarato persona inferma di mente.
“Il Quirinale colpisce le istituzioni e con questa sentenza bizzarra la politica ha prevalso sul diritto”.
Ingroia.
“La sentenza della Corte – afferma Antonio Ingroia – è un brusco arretramento al principio di uguaglianza fra i poteri dello Stato. I magistrati hanno rispettato la legge”.
Il sollievo di Napolitano: tutelato il Quirinale.
Con la sentenza della Consulta si chiudono finalmente mesi di tensione e di gravi polemiche istituzionali tra il Quirinale e la Procura di Palermo. Ora attesa per le motivazioni.
Stato-mafia, sì al ricorso del Colle. “Le intercettazioni vanno distrutte”.
Napolitano, procura di Palermo.
Quattro ore di camera di consiglio per una decisione che dà ragione al Presidente Napolitano su tutta la linea. La difesa della Procura aveva sottolineato il carattere “fortuito” degli ascolti.
