Mafia, droga (con base nel cimitero di Giarre), ed estorsioni sul turismo a Taormina: così il clan Cappello-Cintorino dominava la scena

Le indagini antimafia dei Carabinieri che all’alba di oggi hanno portato, tra Messina e Catania all’emissione di 39 misure cautelari, hanno delineato, “nel periodo corrente, dal 2020, un quadro aggiornato degli equilibri criminali e della loro evoluzione nella fascia di territorio a cavallo tra le province di Catania e Messina, documentando l’influenza su quell’area del […]

Blitz Cappello-Cintorino, c’è anche l’appoggio ad una candidata catanese all’Ars nel ruolo di Pedicone

Riccardo Pedicone, braccio destro del boss Mario Pace, del clan Cappello di Catania, sarebbe stato il referente della cosca sul versante Ionico della Sicilia, e in particolare a Giardini Naxos. E nel suo ruolo, secondo quanto emerge dalle inchieste contro il clan Cappello-Cintorino delle Dda di Catania e Messina, in occasione delle consultazioni regionali del […]

Ristoratore e narcos legato agli Alvaro confisca da 5 mln a un imprenditore

Immobiliarista, ristoratore, costruttore e narcotrafficante legato alla ‘ndrangheta. Davide Maria Boncompagni è stato colpito nella giornata di ieri da una confisca di beni per 5 milioni di euro. L’operazione è stata eseguita dai poliziotti della Divisione anticrimine della questura di Roma nella località Infernetto della capitale e a Santa Teresa di Gallura, in Sardegna. Il […]

I clan catanesi a Taormina e Giardini

Avevano il monopolio della droga tra Giardini Naxos e Taormina i clan catanesi Cintorino-Cappello e Santapaola-Brunetto. E quando d’estate le spiagge si riempivano di turisti sotto gli ombrelloni non arrivavano soltanto bibite ghiacciate per combattere la calura, ma anche i pacchetti di “roba”. E i guadagni aumentavano. Avevano il monopolio non solo nella droga ma […]

Favori all’imprenditore vicino ai clan

L’ex finanziere Ercole D’Alessandro sarebbe stato il punto di riferimento per decine di imprenditori. Procura e Guardia di Finanza avrebbero ricostruito il modus operandi dell’indagato che, prima ingenerava nelle sue “vittime” il timore di azioni giudiziarie, e poi si presentava come l’unico capace di bloccare l’attività investigativa, in questo modo garantendosi varie utilità dagli imprenditori. […]