Il pentito Giovanni Brusca dice di ricordare con precisione il momento in cui Totò Riina, il capo dei capi di Cosa nostra, gli fece il nome di Nicola Mancino, l’allora ministro degli Interni. «Mi confidò: “È Mancino il destinatario finale delle richieste che ho fatto con il papello. Ma ci hanno fatto sapere che le […]
località: Roma
Sequestrati 3,8 miliardi alle mafie: + 26%.
Sequestro,beni,Guardia di Finanza
C’è un altro fronte, accanto a quello della lotta all’evasione fiscale, che vede in prima linea le Fiamme Gialle: l’attività di contrasto alle mafie, che nel 2012 ha fatto segnare un +26,6% in termini di somme sequestrate. Il bilancio della Gdf segnala infatti che lo scorso anno oltre 3,8 miliardi di euro sono stati sottratti […]
“La riservatezza del Quirinale è assoluta dai giudici di Palermo aperto un vulnus”.
Intercettazioni,Quirinale,sentenza,Corte Costituzionale
S’era già capito, il 4 dicembre, che Napolitano aveva stravinto sui pm di Palermo. Quel giorno, dalla Consulta, era uscito un verdetto che aveva ghiacciato Ingroia e i suoi. Sulle quattro intercettazioni tra il capo dello Stato e l’ex ministro Mancino i magistrati avevano sbagliato.
“Fra Stato e mafia ci fu intesa, non trattativa”
Trattiva,Stato,mafia
Secondo il presidente della Commisione parlamentare antimafia Pisanu(Pdl), l’intesa fu un ‘iniziativa dei carabinieri ma Scalfaro,Ciampi e Amato non sapevano nulla. Sempre secondo Pisanuintervennero tecnici esterni alle cosche.
Stato-mafia, Csm e Anm contro Ingroia.
Ingroia.
Dopo la sentenza con cui la Consulta ha dato ragione al Quirinale sulle intercettazioni del capo dello Stato, il procuratore di Palermo prende le distanza dal suo ex “aggiunto”: sono sue opinioni, gli atti di giustizia vanno rispettati. Di Pietro difende il Pm.
Il sollievo di Napolitano: tutelato il Quirinale.
Con la sentenza della Consulta si chiudono finalmente mesi di tensione e di gravi polemiche istituzionali tra il Quirinale e la Procura di Palermo. Ora attesa per le motivazioni.
Stato-mafia, sì al ricorso del Colle. “Le intercettazioni vanno distrutte”.
Napolitano, procura di Palermo.
Quattro ore di camera di consiglio per una decisione che dà ragione al Presidente Napolitano su tutta la linea. La difesa della Procura aveva sottolineato il carattere “fortuito” degli ascolti.
Quelle telefonate con Mancino tra sospetti e intercettazioni.
Nicola Mancino.
Il timore dell’ex capo del Viminale di essere coinvolto nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Il tentativo di scavalcare il procuratore Grasso e l’intervento sulla Cassazione.
Usura, tassi al 10% al giorno strangolati 600mila italiani.
Le dimensioni del fenomeno usura sono state denunciate dalla Confesercenti nel “no usura day”. E di fronte al “boom” degli usurai, le denunce sono crollate.
Consulta: “Quirinale contro pm è conflitto tra poteri dello Stato”.
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La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato sollevato dal Quirinale contro la Procura di Palermo. La vicenda riguarda le conversazioni del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intercettato indirettamente al telefono con l’ex ministro dell’Interno ed ex vicepresidente del Csm Nicola Mancino, sottoposto a sorveglianza dai pm siciliani nell’ambito […]
