Nella relazione annuale del presidente della Corte d’appello di Messina, si rafforza l’intesa trasversale tra Cosa nostra, ‘ndrangheta e clan cittadini per la spartizione degli Diminuiscono omicidi ed estorsioni. Sempre imponente il peso di usura e spaccio di droghe.
tematica: MAFIA
La strategia di Messina Denaro logge massoniche coperte e raid per diffondere il terrore.
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Il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato, è preoccupato. Nelle 600 pagine della relazione che ha consegnato al presidente della corte d’appello per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, avverte che il superlatitante Matteo Messina Denaro ha già varato una nuova pericolosa strategia per cercare di far fronte all’emorragia creata dai continui arresti e sequestri.Una strategia fondata su […]
Gli ordini di Brusca dal carcere per ristrutturare la casa in paese.
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Da San Giuseppe Jato manca ormai da vent’anni, ma il suo cuore è rimasto li. Anche se la cittadina è ormai diversa da quella che ha lasciato. Non è più la San Giuseppe Jato dei summit e degli omicidi più efferati. È la città che ha fatto del¬l’antimafia un vessillo.Non ci sarebbe niente di male. […]
L’imprenditore rompe il silenzio e incastra l’emissario di Messina Denaro.
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Crolla un altro pezzo del muro di omertà che stringe la provincia di Trapani. A sorpresa, un grosso imprenditore di Castelvetrano ha chiesto di parlare con i pubblici ministeri di Palermo che indagano sulla primula rossa di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro. I magistrati l’hanno subito ricevuto in procura: lui è Giuseppe Amodeo
“Hanno fatto sparire l’archivio di Impastato”. Il giudice riapre il caso.
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Giovanni Impastato ricorda ancora con precisione i volti di quei carabinieri che la notte del 9 maggio 1978 portarono via alcuni sacchi pieni di documenti. Cinque, forse sei. Dentro c’erano appunti, lettere, volantini, dossier di de-nuncia.Quello era l’archivio di Peppino Impastato, da allora è scomparso. E adesso un giudice non si rassegna al mistero, non […]
Minacce shock a giudice anti-mafia manifesti funebri per “commemorarla”.
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Cinque finti manifesti funebri “commemorativi” di Lucia Aielli, giudice di Latina impegnata in processi di mafia, sono stati ritrovati ieri mattina dalla polizia nei pressi del liceo delle tre figlie e sulla porta del consiglio dell’ordine all’interno del tribunale. Una minaccia di cui ancora non sono chiari i contorni e i mandanti.
Parla il “finanziere” dei boss.
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La prima cosa che ha tenuto a dire è stata che non è un pentito né ha niente di cui pentirsi. Che rinnega la mafia e che dice di esserne una vittima. Però Vito Roberto Palazzolo, nonostante l’esordio non proprio incoraggiante, ha comunque parlato. Ha avviato un dialogo con i pm di Palermo quando era […]
Il boss Vito Galatolo “La morte di Di Matteo decisa in un summit tra i capimafia”.
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È uno degli irriducibili di Cosa nostra al 41 bis, e al momento vuole restare tale, ma dice di volersi togliere un peso dalla coscienza. È Vito Galatolo, il capomafia dell’Acquasanta, l’autorevole fonte, che ha svelato il progetto di attentato nei confronti del pubblico ministero Nino Di Matteo.
“Così decidemmo di uccidere Di Matteo”.
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Un mafioso di rango, da qualche mese detenuto, ha svelato il progetto di attentato nei confronti del sostituto procuratore Nino Di Matteo. È lui il con-fidente d’eccezione che nei giorni scorsi ha fatto scattare l’ultima allerta nell’antimafia, rivelata ieri da Repubblica.
“Il tritolo per Di Matteo è già a Palermo”.
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L’allerta è tornata altissima attorno al pubblico ministero Nino Di Matteo, il magistrato del pool “trattativa” che il capo di Cosa nostra Totò Riina vuole morto. Una fonte ritenuta dagli inquirenti «molto attendibile» ha svelato che da mesi le famiglie mafiose palermitane stanno raccogliendo esplosivo per un attentato a Di Matteo.
