Il procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Messineo, insiste nella sua analisi, secondo cui Cosa Nostra attraversa un momento gravissimo di crisi. “Per la prima volta lo Stato ha imposto il primato della legge e la sua egemonia sul territorio. Aumentano le denunce contro il racket.
tematica: MAFIA
E il padrino diventò uno ‘sbirro’ per fermare la stagione delle stragi.
E il padrino diventò uno 'sbirro' per fermare la stagione delle stragi.
I destini paralleli dei due boss. dall’infanzia ai misteri del blitz dei carabinieri nel ’93. Qualcuno aveva già parlato di una possibile ‘soffiata’ di Provenzano dietro l’arresto di Totò Riina.
Restituito il covo dell’ultima latitanza di Provenzano.
Restituito il covo dell'ultima latitanza di Provenzano.
La decisione è stata presa dalla Corte d’Appello di Palermo sulla masseria di Montagna dei Cavalli. Il covo consegnato alla moglie dell’uomo che nascondeva Provenzano.
Mafia, un collaborante. nella celle c’è malcontento contro Berlusconi.
Mafia, un collaborante. nella celle c'è malcontento contro Berlusconi.
Il collaoborante Ignazio Gagliardo, originario di Racalmuto, parla delle aspettative dei boss: ‘C’era un accordo, ma poi…’ Riferimenti a politici locali, presunti appoggi elettorali anche a esponenti del centrosinistra.
Mafia, strano carteggio fra boss. ‘L’Inter? E’ la squadra più forte’.
Mafia, strano carteggio fra boss. 'L'Inter? E' la squadra più forte'.
Allarme tra gli inquirenti per i segnali e i messaggi che arrivano dal 41 bis: i boss si tengono in contatto. I pm di Palermo andranno alle udienze per evitare le revoche del carcere duro.
Divelta la porta del Centro di don Pino.
Divelta la porta del Centro di don Pino.
Nuova intimidazione nella settimana del ricordo di Padre Pino Puglisi, il prete assassinato dalla mafia il 15 settembre del 1993. Scardinato il portone degli spogliatoi, adibiti a magazzino dall’impresa che sta eseguendo dei lavori nell’impianto che sorge accanto alla sede del Centro Padre Nostro.
Così i “picciotti” mettono Gela a ferro e fuoco.
Così i "picciotti" mettono Gela a ferro e fuoco.
La città si interroga dopo gli ultimi attentati del racket delle estorsioni. Due giovani arrestati l’altra notte si aggiravano con un fucile in mano. Intanto, l’ennesimo boss decide di “saltare il fosso” e pentirsi.
VENT’ANNI DI OMICIDI:85 RINVII A GIUDIZIO
VENT'ANNI DI OMICIDI:85 RINVII A GIUDIZIO
IL GUP GIOACCHINO SCADUTO HA RINVIATO A ì GIUDIZIO 85 PERSONE PER 60 OMICIDI NEGLI ì ANNI 70 E 80. IL PROCESSO CHE SI PREANNUNCIA ì MONSTRE,DENOMINATO “TEMPESTA”, FIGURANO ì ELEMENTIDI SPICCO COME PIPPO CALO E GIOVANNI ì BRUSCA
ARRESTATO LATITANTE “TRADITO” DALLE SIGARETTE
ARRESTATO LATITANTE "TRADITO" DALLE SIGARETTE
ARRESTATO ORAZIO GIUFFRIDA ACCUSATO DI ì ASSOCIAZIONE MAFIOSA FINALIZZATA ALLA ì COMMISIONE DI OMICIDI, RAPINE, USURA, ì ESTORSIONE ED ALTRO. SI NASCONDEVA IN CASA ì DEL PADRE DIETRO UNA PARETE DI CARTON GESSO
UNA BOMBA DAVANTI ALLA DISCOTECA
UNA BOMBA DAVANTI ALLA DISCOTECA
L’ORGIGNO E’ STATO DISINNESCATO DAI ì CARABINIERI. LA SERA DEL RITROVAMENTO IL ì LOCALE ERA STRACOLMO DI GENTE CHE ì FESTEGGIAVA IL NATALE.
