Il boss, latitante dal 1959, arrestato ieri all’ospedale di Polistena. L’uomo, ora anziano malato, è stato battezzato la ‘primula rossa’ dell’Aspromonte: deve rispondere anche di omicidio.
tematica: 'NDRANGHETA
Preso Munaò, killer della ‘ndrangheta.
Preso Munaò, killer della 'ndrangheta.
I carabinieri di Reggio Calabria hanno arrestato Umberto Munaò, 35 anni, affiliato alla cosca Imerti-Rosmini-Condello, alla macchia dal 13 marzo scorso, da quando la Corte d’assise aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere in seguito alla condanna all’ergastolo riportata nel processo ‘Olimpia 3’.
Ucciso a Ladispoli un imprenditore di Isola.
Ucciso a Ladispoli un imprenditore di Isola.
Un omicidio di ‘ndrangheta seza ombra di dubbio. Diciotto anni dopo, i killer non hanno sbagliato aspettando Giuseppe Prato, 50 anni, crivellandolo di colpi. Le cosche hanno sparato per uccidere uno e ammonire cento.
Preso nel rifugio invernale.
Preso nel rifugio invernale.
Dopo la cattura di Carmine De Stefano e Giuseppe Barbaro, un altro latitante cade nella rete delle forze dell’ordine. Si tratta di Albano Racco, 30 anni, indagato nell’inchiesta ‘Bluff’ e considerato elemento di spicco della criminalità, vicino alla cosca Commisso. Il suo rifugio era la casa di un emigrato.
Era nascosto nei bunker sotterranei.
Era nascosto nei bunker sotterranei.
E’ stato scovato all’interno di una cittadella scavata nella roccia a Plati’, Giuseppe Barbaro, 45 anni, latitante da quattordici. L’uomo, figlio di Francesco, era ricercato per omicidio, sequestro di persona, associazione mafiosa e altro.
Caccia aperta agli altri boss.
Caccia aperta agli altri boss.
Dopo la cattura di Carmine De Stefano, ad occuparsi della cosca di Archi, secondo gli investigatori, sarebbe rimasto il fratello Giuseppe, attualmente sottoposto al divieto di dimora in Calabria. Gli sforzi degli inquirenti sarebbero anche concentrati in direzione di un altro superboss della ‘ndrangheta: Pasquale Condello.
Doveva sparare a un magistrato con il bazooka.
Doveva sparare a un magistrato con il bazooka.
Sventato un clamoroso attentato tra Cosenza e Catanzaro: l’obiettivo era il pm antimafia Salvatore Curcio. Nel piano stragista architettato dalle cosche con Giorgio Basile che doveva essere il cecchino del giudice, anche l’uccisione della sorella di un pentito. La rivelazione viene dalla Polizia tedesca.
Meccanico fulminato in campagna a colpi di lupara.
Meccanico fulminato in campagna a colpi di lupara.
Dopo un lungo periodo di calma, riesplode la violenza a Taurianova. Ucciso Antonio Raso, 40 anni, con piccoli precedenti penali. L’uomo stava viaggiando sulla propria motoape, quando è scattato l’agguato di uno o più killer. Indagini difficili e in tutte le direzioni.
Spunta anche una pista estera.
Spunta anche una pista estera.
Potrebbe essere un giro di prostituzione con la malavita dell’Est il movente dell’omicidio di Saverio Albamonte e della sua compagna polacca. I due avrebbero potuto sgarrare dentro un accordo tra la mafia d’oltre adriatico e la ‘ndrangheta calabrese.
Sull’agguato la firma della ‘ndrangheta.
Sull'agguato la firma della 'ndrangheta.
Sono stati letteralmente massacrati Saverio Albamonte, 29 anni, e la ragazza polacca che per sfortuna si trovava con lui. Le indagini sull’omicidio battono la pista mafiosa e un sottile filo rosso legherebbe il massacro di sabato ad un duplice ferimento avvenuto il 3 novembre scorso.
