Sotto chiave i beni del “cassiere” del clan.

Operazione,Dominio,clan,Mangialupi,Messina

Da benzinaio a “cassiere” del clan La Valle, in mezzo il lavoro di impiegato nella tabaccheria della “famiglia”. Questa l’ascesa di Francesco Laganà, messinese di 49 anni, secondo la Direzione distrettuale antimafia peloritana, che dopo aver assestato una spallata al sodalizio radicato nel rione Mangialupi, adesso ne hanno aggredito parte del patrimonio. Assunto prima in […]

I clan scelgono il rito abbreviato. I due politici Summa a giudizio.

Operazione,Provinciale,clan,messinesi,affari,illeciti,arresti,Messina

I clan mafiosi della zona centro-sud hanno scelto il rito abbreviato, vogliono chiudere presto la pratica giudiziaria, mentre i due politici coinvolti per voto di scambio vanno verso il processo con il rito ordinario. È questo il dato saliente della maxi udienza preliminare celebrata ieri davanti al gup Valeria Curatolo per l’operazione “Provinciale”, che nell’aprile […]

Eseguito il sequestro del bar di Sparacio.

Operazione,Provinciale,clan,messinesi,affari,illeciti,arresti,Messina

Dopo il recente provvedimento emesso dal Tribunale del riesame – di cui avevamo trattato nell’edizione di martedì -, sull’operazione antimafia “Provinciale”, ieri i finanzieri del Comando provinciale hanno dato esecuzione al sequestro del bar “Ritrovo dello Stretto” di viale della Libertà, di cui risulta formalmente titolare Stefania Sparacio, figlia del noto boss Salvatore Sparacio, coinvolto […]

Retromarcia dell’avvocato: «Io mai mafiosa».

Operazione,Xidi,clan,Agrigento,Trapani,arresti,Palermo

Un nuovo interrogatorio reso il 22 ottobre scorso avanti il pm della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Claudio Camilleri, per chiarire (soprattutto, per respingere alcune accuse, in primo luogo quella di aver fatto parte di Cosa nostra) per poi rilanciare affermando che conosce l’identità di 25-28 persone mafioso di cui l’autorità giudiziaria non sa nulla […]

Il TdL su Sparacio: sequestrare anche il “Ritrovo dello Stretto”.

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Cambia ancora una volta lo scenario per l’operazione antimafia “Provinciale”, in questo caso per Stefania Sparacio, figlia del boss di Fondo Pugliatti Salvatore Sparacio. I giudici del collegio presieduto da Massimiliano Micali accogliendo le argomentazioni della Procura hanno accolto entrambe le richieste: hanno riqualificato il reato a carico di Stefania Sparacio con la contestazione anche […]

Scommesse, i trucchi per coprire il boss.

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C’era un innominabile nei discorsi di Rosario Calascibetta e Salvatore Cinà, assieme al trapanese Giacomo Dolce a capo dell’organizzazione che avrebbe gestito il vasto business delle scommesse illegali svelato dal blitz Game Over II eseguito dalla polizia venerdì. A Guglielmo Ficarra (una delle cinque persone in carcere, altri due ai domiciliari) era meglio alludere ma […]

I boss tornati dagli Usa puntano sul gioco online. Vale 14 milioni al mese.

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Il pentito Sergio Macaluso, ex boss di Resuttana, ha raccontato di quando il boss di Passo di Rigano Giovanni Sirchia gli presentò un “ragazzo” sveglio e intraprendente: Toni Fanara, di Torretta. «È lui il mio referente per i siti delle scommesse», sussurrò Sirchia. E non ci fu bisogno di dire altro. «Voleva dire che Fanara […]

Il ruolo dei boss nel recupero crediti.

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A destra comandava la cosca dell’Uditore, a sinistra quella di Cruillas. Sembra conoscere bene i confini territoriali di Cosa nostra, Guglielmo Ficarra considerato un pezzo grosso della Noce, uno dei personaggi al centro dell’inchiesta. A bordo di una potente Range Rover Sport, intestata ad un altro indagato, Ficarra indica con grande competenza i confini delle […]

Le mani della mafia sulle scommesse.

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Un giro milionario dove alle scommesse virtuali seguono i soldi veri, rigorosamente in contanti, da smazzare e consegnare per i rientri, cioè le somme raccolte dalle agenzie al netto delle provvigioni e delle vincite pagate. E se qualcosa va storto, se chi dovrebbe non paga, per non far inceppare il sistema in¬erviene il mafioso a […]

Un fiume di denaro da riciclare: il gruppo reinvestiva nelle imprese.

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La raccolta delle scommesse illegali avrebbe reso bene per Salvatore Cinà, Rosario Calascibetta e Giacomo Dolce. Formalmente non avrebbero avuto «alcuna capacità economica» in grado di giustificare i loro investimenti, in base alle indagini della polizia che hanno spinto al Procura a ipotizzare l’autoriciclaggio e l’intestazione fittizia di beni.