Gang utilizzava anche minorenni come pusher o corrieri di droga.

Operazione Ice cool

In sette hanno fatto scena muta, uno soltanto ha accettato di rispondere alle domande del gip Maria Teresa Arena. Non sono durati molto ieri mattina la carcere di Gazzi i primi interrogatori dell’operazione antidroga “Ice pool”, un vasto traffico di stupefacenti smantellato dopo mesi d’indagine dalla Procura di Messina e dalla Guardia di Finanza.

Droga nell’auto, arrestati un orlandino e due fratelli originari di Brolo

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Si svolgerà stamane, al tribunale di S. Agata Militello, l’udienza di convalida e, probabilmente, la direttissima, per i tre giovani arrestati martedì pomeriggio all’uscita dello svincolo autostradale di Rocca di Caprileone, lungo la strada provinciale 157, con l’accusa di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti sono finiti ai domiciliari.

Indagini chiuse sul narcotraffico, coinvolti 9 vibonesi.

Operazione Due Torri connection

Associazione a delinquere finalizzata all’importazione di ingenti quantitativi di stupefacenti. Sono 19 gli indagati dell’inchiesta “Due Torri connection” – scattata il 2 agosto scorso – per i quali la Dda di Bologna ha chiuso le indagini. L’avviso fa emergere particolari inediti sul narcotraffico che sarebbe stato diretto da Francesco Ventrici (già condannato nell’operazione “Decollo).

Usura ed estorsione, 6 anni.

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I giudici del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto hanno condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 2 mila euro, l’imprenditore agrumario Saverio Imbesi, 49 anni, perché riconosciuto colpevole di usura ed estorsione ai danni del titolare di una azienda zootecnica dell’hinterland che commercializzava carni con […]

L’ombra della ‘ndrangheta sulla Padania.

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È l’avvocato Bruno Mafrici il personaggio chiave del filone d’inchiesta coordinata dalla Dda di Reggio Calabria che ha coinvolto il mondo politico milanese, raggiungendo i santuari della Lega Nord. Trentasette anni, originario di Condofuri, nel Basso Jonio reggino, l’avvocato Mafrici era finito nel mirino degli investigatori della Dia, coordinati dal sostituto Giuseppe Lombardo, nel 2011.