Il gruppo, smantellato dai carabinieri, gestiva un intenso giro di droga. Sei gli arresti, di cui quattro notificati in carcere. La banda “fatturava” circa 5mila euro al giorno.
testata giornalistica: GAZZETTA DEL SUD
Sbaglia indirizzo e “consegna” l’esplosivo a un carabiniere.
I carabinieri hanno arrestato con l’accusa di estorsione Massimo Caloiro, 36 anni. L’uomo aveva preso di mira un commerciante, vicino di casa di un militare dell’Arma
“Gestiva” prostitute romene: inflitti quattro anni.
La condanna è arrivata per il 58enne Franco Tindaro Ceraolo. Secondo l’accusa, l’uomo aveva organizzato all’interno di un appartamento di sua proprietà un giro di prostituzione.
Arrestati imprenditori e tre Casalesi imponevano cemento scadente.
E’ stata una denuncia sporta ai carabinieri da uno degli arrestati dell’operazione di ieri mattina a portare in carcere tre presunti affiliati al clan dei Casalesi. Un imprenditore edile, chiamato in caserma, ha confessato di aver subito estorsioni.
Sgominata in Sila una rete di spacciatori.
"Vicolo stretto".
Con l’operazione “Vicolo stretto”, i carabinieri hanno eseguito nove arresti e notificato altrettanti provvedimenti restrittivi. Il guardiano di un villaggio turistico montano ed un operatore ecologico al vertice del gruppo di pusher.
Droga, ventiquattrenne scarcerato dal “Riesame”.
Arresti domiciliari per Francesco Paolo Musolino. Il giovane era stato condannato in primo grado ad un anno e quattro mesi di reclusione dal giudice Sagone, che aveva riconsciuto il concetto di “lieve entità”, rispetto al reato di detenzione ai fini di spaccio.
Quei ristoranti aperti con i soldi dell’usura.
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Sapeva che quei ristoranti del lungomare erano stati aperti con soldi provenienti dall’usura, ma per anni non ha indagato. Anzi: secondo le accuse che la Procura gli muove, Vittorio Pisani, finora capo della squadra mobile di Napoli, quei ristoranti li ha frequentati assiduamente perché era amico del loro proprietario, Marco Iorio. Dalle carte dell’inchiesta emergono […]
Tranchina tira in ballo Giuseppe Graviano.
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Smonta l’alibi del boss Giuseppe Graviano e conferma che nel periodo del sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito nel ’93 e ucciso dopo due anni di prigionia per indurre il padre, Santino, a tornare nei ranghi di Cosa nostra, il capomafia era a Palermo: una testimonianza precisa e priva di incertezze quella del neocollaboratore […]
Napoli, indagato il capo della Mobile.
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Ristoranti, pub e bar concentrati soprattutto sul lungomare di Napoli e nel «salotto buono» di Chiaia, ma alcuni disseminati anche a Caserta, Genova, Torino e Varese. Diciassette locali dietro i quali si nascondeva una gigantesca attività di riciclaggio e di usura gestita da personaggi contigui alla camorra. È una inchiesta dai grandi numeri quella condotta […]
Panettiere costretto a chiudere, la Mobile arresta tre usurai.
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Debiti su debiti con interessi percentuali da paura che alla fine lo hanno costretto a chiudere l’attività. È l’ennesimo caso di usura di cui si occupa la polizia. Un caso umano. Il capo della Mobile, Giuseppe Anzalone, lo ha sottolineato a chiare lettere: «Si tratta anche stavolta di una vicenda molto seria. È una fattispecie […]
