Santino Puleo parla e racconta. La storia di Antonino Sacco, condannato a morte per eccessiva invadenza che si salvò perchè chi doveva dire l’ultima parola fu arrestato. Il collaboratore ha individuato tutti i luoghi usati per i summit.
Dossier: Rassegna Stampa
Appello dell’arcivescovo. “Mafiosi, cambiate vita”.
Appello dell'arcivescovo. "Mafiosi, cambiate vita".
L’Arcivescovo di Reggio Calabria, Monsignor Mondello, dai microfoni della Radio vaticana, si è rivolto agli autori dell’attentato alla Procura. Messaggi di solidarietà da tutto il paese ai magistrati calabresi.
Il racket torna a colpire i negozianti in poche ore raffica di intimidazioni.
Il racket torna a colpire i negozianti in poche ore raffica di intimidazioni.
Dopo l’incendio ad un outlet, arrivano altre due intimidazioni del racket: una serratura danneggiata ad un coiffeur e alcuni spari alla saracinesca di una gioielleria.
Reggio, patto tra i clan dietro la bomba scia di attentati, un solo artificiere.
Reggio, patto tra i clan dietro la bomba scia di attentati, un solo artificiere.
Secondo una prima valutazione delle forze investigative, l’attentato contro la Procura Generale di Reggio Calabria sarebbe stato deciso collegialmente. Analogie con altri episodi. Lo Stato invia rinforzi.
La vendetta dei boss per i beni sequestrati.
La vendetta dei boss per i beni sequestrati.
In Calabria un pezzo del pool di Palermo che, in tempi brevi, ha già inferto duri colpi alle cosche. Appena insediato, il nuovo procuratore ha trovato una cimice: la conferma che c’era una talpa.
‘Ndrangheta, bomba al tritolo contro i magistrati di Reggio. “Poteva distruggere il palazzo”.
'Ndrangheta, bomba al tritolo contro i magistrati di Reggio. "Poteva distruggere il palazzo".
Due uomini a volto coperto, ripresi dalle telecamere, fanno esplodere una bomba davanti la Procura generale di Reggio Calabria. Nessun dubbio sulla matrice dell’avvertimento. Operazioni del genere è in grado di portarle a termine soltanto la criminalità organizzata.
Denunciò gli estortori. Adesso rischia di perdere la casa.
Denunciò gli estortori. Adesso rischia di perdere la casa.
L’imprenditore Ignazio La Barbera, dopo aver denunciato estortori ed usurai, rischia di perdere la propria abitazione. Il Tribunale di Palermo, infatti, ha messo all’asta, sottostimandola, la sua casa, ipotecata per un prestito di 500 milioni di vecchie lire, concesso per pagare gli strozzini.
Graviano non è più in isolamento durante il giorno. Ma resta il 41 bis.
Graviano non è più in isolamento durante il giorno. Ma resta il 41 bis.
Chiarita la natura del provvedimento (ex art. 72 c.p.) Il boss aveva superato il limite massimo di tre anni previsto per l’emarginazione diurna. Protesta l’associazione Georgofili che ritiene offese di nuovo le vittime delle stragi.
Omicidio Tommasino fermato il boss Vincenzo D’Alessandro.
Omicidio Tommasino fermato il boss Vincenzo D'Alessandro.
Il fermo è stato disposto con l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico, ma gli inquirenti ritengono che il capo del clan di Castellammare sia coinvolto nell’omicidio di Luigi Tommasino.
Custodiva la coca dei “Carateddi”.
Custodiva la coca dei "Carateddi".
La polizia trova 550 grammi di stupefacente in casa di un sospetto, Giuseppe Salvatore Romeo che, secondo l’Antidroga, custodiva la sostanza per conto dei “Carateddi”. Sequestrati anche 18.435 euro.
