Le mani della mafia sul Taorminese.

Le mani della mafia sul Taorminese.

I tentacoli della mafia erano arrivati già da diverso anche sulla capitale del turismo siciliano. Cocaina, estorsioni, armi, furti e regolamenti di conti, erano gestiti da un’associazione criminale riconducibile al clan di Antonino Cintorrino di Calatabiano. Ma a dettare le linee guida a Taormina era un altro personaggio di primo livello: Rosario Lizzio, detto ‘Lupo’.

Una fucilata alla testa per ‘ricordare’ a tutti la legge del pizzo.

Una fucilata alla testa per 'ricordare' a tutti la legge del pizzo.

Antonio Benvegna pagò con la vita il suo coraggio di denunciare i suoi estorsori. Il 5 dicembre del 2001, infatti, venne assassinato nel suo podere. Dopo le rivelazioni il commerciante era stato posto sotto protezione. Da questo episodio e dal tentato omicidio di Marco Maffei, è partita l’offensiva degli investigatori che ha portato all’operazione ‘Wolf’.