Il blitz ‘Freedom’ porta in carcere 20 persone, tra cui otto ghanesi che, secondo l’accusa, sarebbero i corrieri della droga che arrivava dall’estero in notevole quantità. In città invece, avveniva il confezionamento e lo spaccio che procurava profitti del 300%.
località: Palermo
Il collaboratore Siino: ‘Zangara è vicino ai boss’. Il deputato: ‘Mai avuto rapporti con mafiosi’.
Il collaboratore Siino: 'Zangara è vicino ai boss'. Il deputato: 'Mai avuto rapporti con mafiosi'.
Secondo il collaboratore di giustizia Angelo Siino, l’ex senatore Dc ed attuale deputato regionale della Margherita, Andrea Zangara, sarebbe stato vicino a Cosa nostra. La dichiarazione, smentita dall’interessato, è finita agli atti dell’indagine ‘Grande Mandamento’.
Aiello nella rete di Provenzano.
Aiello nella rete di Provenzano.
Al processo alle ‘Talpe’, i Pm depositano un verbale del pentito Giuffrè ed alcuni assegi segnalati all’Ufficio italiano cambi. Secondo ‘Manuzza’, Aiello era nelle mani di Episcopo e Tolentino, indicati da Siino come coloro che curavano la latitanza di Provenzano.
I boss in auto parlavano del latitante: ‘Provenzano non vuole che si spari’.
I boss in auto parlavano del latitante: 'Provenzano non vuole che si spari'.
In seguito all’operazione ‘Grande Mandamento’ sfociata in 51 arresti, nelle intercettazioni sui fianchheggiatori di ‘Binnu’, c’è spazio sia per l’indole ‘pacifista’ delle stesso boss, sia per la politica. Il clan di Bagheria, infatti, avrebbe appoggiato la canditatura di Francesco Musotto alle Europee.
‘Minacce per insabbiare un’inchiesta’. Scontro tra carabiniere e Borzacchelli.
'Minacce per insabbiare un'inchiesta'. Scontro tra carabiniere e Borzacchelli.
Durante l’udienza al processo Borzacchelli, un collega di quest’ultimo ha accusato l’ex deputato Udc di averlo minacciato affinchè chiudesse un’inchiesta sull’imprenditore Aiello. L’accusato ha replicato affermando che le dichiarazioni del maresciallo Fragano sono false.
Presunto boss intercettato: sono stato a casa di Totò. Indagine dei carabinieri.
Presunto boss intercettato: sono stato a casa di Totò. Indagine dei carabinieri.
La Dda ha depositato le intercettazioni in cui Emanuele Lentini, arrestato nellambito dell’inchiesta ‘Grande Mandamento’, fa riferimento ad un incontro avuto a casa di un politico di nome Totò.
Il boss di Bagheria disse al suo amico: ‘Se mi arrestano il capo diventerai tu’.
Il boss di Bagheria disse al suo amico: 'Se mi arrestano il capo diventerai tu'.
Nuovi particolari sulle intercettazioni ambientali scaturite dall’operazione ‘Grande mandamento’. Onofrio Morreale avrebbe anticipato a Stefano LO Verso come comportarsi in caso di un suo arresto. Secondo i Pm, i due erano pedine chiave per la latitanza di Bernardo Provenzano.
Postino di ‘Binnu’, amico dei politici.
Postino di 'Binnu', amico dei politici.
Si tratta dell’ultimo capitolo dell’inchiesta della Procura sui rapporti tra mafia e politica. Emanuele Lentini, commerciante, da diversi mesei era pedinato dai carabinieri del Ros che lo ritenevano un boss al servizio di Provenzano. Lentini portava bigliettini riservati e curava i rapporti con la politica.
i pm: non ci sono elementi per accusare Mori e ‘Ultimo’.
i pm: non ci sono elementi per accusare Mori e 'Ultimo'.
Per la mancata perquisizione del covo di Totò Riina la Procura non cambia linea. Secondo i giudici, infatti, è impossibile sostenere un processo contro il generale e l’ex capitano perchè non ci sono elementi sufficienti per l’accusa di favoreggiamneto aggravato.
Non truccarono gli appalti: assolti funzionari del Genio e imprenditore.
Non truccarono gli appalti: assolti funzionari del Genio e imprenditore.
Dopo un lungo processo e sei mesi di carcere per l’indagine sullo smaltimento dei rifiuti (l’inchiesta ‘Trash’), Giuseppe Mendola e Giuseppe Zito sono risultati estranei alle accuse del collaboratore Angelo Siino.
