Sequestrati e confiscati beni per un valore di oltre sei e milioni e mezzo di euro al boss Giuseppe Falsone, all’imprenditore Giovanni Marino, a Giuseppe Capizzi e all’imprenditore deceduto Ferdinando Bonanno.
tematica: CONFISCA DEI BENI AI MAFIOSI
Imprese confiscate, nove su dieci falliscono. Bindi: “L’Agenzia dei beni va riformata”.
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L’affondo arriva nel giorno in cui la commissione Antimafia è riunita a Palermo: «Sappiamo che c’è un professionismo dell’antimafia buono e uno cattivo. A noi compete mettere a nudo una certa antimafia di copertura». Rosy Bindi risponde così alle accuse – lanciate dall’ormai ex residente dell’Agenzia dei beni confiscati Giuseppe Caruso sulla gestione dei tesori […]
Confiscati beni per 11 milioni.
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Beni per 11 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia di Reggio Calabria all’imprenditore edile Santo Crucitti, 51 anni, ritenuto il boss dell’omonima cosca.
Confiscati beni a un 75enne coprì la latitanza di Provenzano.
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Beni per circa 15 milioni di euro sono stati confiscati dalla guardia di finanza a un settantacinquenne di Corleone accusato di avere coperto la latitanza di Bernardo Provenzano. I sigilli sono stati apposti a 44 terreni e 4 fabbricati, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale.
Dia confisca beni per 2 milioni di euro.
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La Dia di Catania ha confiscato beni per oltre 2 milioni di euro ritenuti riconducibili a Antonino Stellario Strano, 60 anni. L’uomo, che sta scontando in carcere una condanna di primo grado a 13 anni e 4 mesi, è indicato come elemento di spicco della cosca Pillera-Cappello.
I boss al mercato ortofrutticolo fissano i prezzi della spesa e decidono cosa va a tavola.
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A svelarlo sono stati alcuni pentiti, che hanno consentito alla Direzione investigativa antimafia di entrare nei misteri del mercato di Palermo: ieri mattina, sono scattati i sigilli perle società di cinque imprenditori ritenuti contigui al clan Galatolo. Si tratta di Angelo e Giuseppe Ingrassia, Pietro La Fata, Carmelo e Giuseppe Vallecchia.
Il boss incassa gli affitti delle case confiscate.
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Sulla carta, sono beni confiscati e dunque di proprietà dello Stato. In realtà, per quattordici anni sono stati gestiti dal vecchio proprietario, l’imprenditore e boss Pietro Lo Sicco, che ogni mese riscuoteva gli affitti attraverso suoi intermediari. È una vicenda paradossale quella che riguarda 22 immobili sparsi per la città.
Per Di Vincenzo confisca definitiva.
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Scacco ai beni milionari dell’imprenditore di Caltanissetta Pietro Di Vincenzo. Un tesoro da oltre 280 milioni. La Cassazione li ha definitivamente confiscati Finiti nel mirino della magistratura nel novembre del 2006, con il tribunale di Caltanissetta che ne ha disposto la confisca non definitiva. Un decreto scattato sull’onda lunga del coinvolgimento dell’ex presidente degli industriali […]
Beni per 2, 5 milioni sottratti a “Cosa nostra”.
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La Dia di Messina ha sequestrato e confiscato parte del patrimonio riconducibile ai due boss barcellonesi Di Salvo e Barresi. Requisiti fabbricati, terreni, conti correnti, quote societarie, polizze assicurative e veicoli.
Caccia ai tesori dei boss, quei giudici in trincea.
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Quarantotto milioni di euro sono volati via in un solo giorno: 45 a Caltanissetta e 3 a Trapani. E con loro il paravento di altri due imprenditori “amici”, Paolo Farinella, 70enne originario di Gangi ma residente a Caltanissetta e ritenuto dagli inquirenti “interlocutore privilegiato” di esponenti di spicco di Cosa nostra, e Vito Tarantola, 57enne […]
