Il brigadiere Ruggero Dambra, partinicense, davanti al gip ha ammesso di aver preso denaro dal gestore di un bar ritenuto organico al clan di Brancaccio. L’uomo si difende, però, sulle accuse di aver passato informazioni al clan sui blitz effettuati nella zona.
tematica: Mafia ed istituzioni
L¿accusa: è la ‘Talpa’ dei boss. Finanziere in cella a Palermo.
L¿accusa: è la 'Talpa' dei boss. Finanziere in cella a Palermo.
Il finanziere passava informazioni a due presunti mafiosi, Giovanni e Angelo De Simone, padre e figlio, in cambio di denaro. È questa l’accusa che ha fatto scattare le manette per Ruggiero Dambra, 54 anni, di Partinico, brigadiere in forza al comando provinciale
Messineo: ‘Le cosche sono allo sbando. Ma c’è il rischio di una stagione di sangue’.
Messineo: 'Le cosche sono allo sbando. Ma c'è il rischio di una stagione di sangue'.
Secondo il procuratore capo di Palermo, con il vuoto di potere in città, dopo la cattura dei Lo Piccolo, dei quadri internmedi e di semplici affiliati, non si possono escludere altre esecuzioni mafiose.
Gli interessi delle cosche negli appalti.
Gli interessi delle cosche negli appalti.
Nuovi approfondimenti sulla relazione del sostituto della Dna, Giusto Sciacchitano. La mafia ch evuole affari ha diversi modi di insinuarsi in questo campo: inserimento di imprese contigue, imposizioni di tangenti, richiste di manodopera o forniture.
‘Gruppi mafiosi radicati nel territorio’
'Gruppi mafiosi radicati nel territorio'
Si spartiscono i guadagni illeciti, si scambiano la manovalanza e fanno cassa comune. Sono alcuni degli elementi-cardine sule dinamiche criminali in città e in provincia che emergono dalla relazione annuale del sostituto procuratore della Dna Giusto Sciacchitano.
Mafia, allarme della Superprocura: a Palermo boss pronti ad usare le armi.
Mafia, allarme della Superprocura: a Palermo boss pronti ad usare le armi.
Secondo il capo della Dna Piero Grasso le cosche potrebbero tornare ad uccidere per risolvere i conflitti interni. In aumento le infiltrazioni negli enti locali.
La Procura ora vuole a giudizio l’ex comandante dei Ros Mario Mori.
La Procura ora vuole a giudizio l'ex comandante dei Ros Mario Mori.
L’accusa è di favoreggiamento aggravato e non si riferisce più soltanto alla mancata cattura di Bernardo Provenzano, il 31 ottobre 1995 a Mezzojuso: adesso il generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu sono accusati di non avere sviluppato le indagini che avrebbero potuto consentire l’arresto del superboss anche nell’anno successivo, dunque fino al 1996.
Cosa nostra rilancia la sfida allo Stato. Intimidazioni per i pm Gozzo e Paci.
Cosa nostra rilancia la sfida allo Stato. Intimidazioni per i pm Gozzo e Paci.
I magistrati della Dda hanno segnalato ‘visite’ di sconosciuti nelle rispettive abitazioni. Entrambi conducono inchieste sui mandamenti mafiosi di Palermo. Sui fatti denunciati indaga la Procura di Caltanissetta.
‘E ora l’attacco alle finanze di Cosa nostra’.
'E ora l'attacco alle finanze di Cosa nostra'.
Firmato in Prefettura il protocollo con cui vengono trasferiti al Comune di Palermo 258 immobili confiscati a Cosa nostra. Di questi 112 sono appartamenti o ville. Il ministro Visco ha ricordato che per l’assegnazione dei beni confiscati spesso ci voglioni anni.
Nasce l’antiracket nel ricordo di Grassi.
Nasce l'antiracket nel ricordo di Grassi.
Nel sedicesimo anniversario della morte di Libero Grassi, l’imprenditore ucciso dalla mafia, si è tenuto in Prefettura il convegno sull’accesso al credito legale, dove il commissario Lauro ha annunciato l’avvio da parte del Garante per la libera concorrenza e il libero mercato di un’indagine sul mondo delle finanziarie ed il sottosegretario all’Interno, Rosato, ha rivolto […]
