Ingroia: “Ora i mafiosi cominciano ad avere paura”

Ingroia: "Ora i mafiosi cominciano ad avere paura"

A Palermo gli uomini del racket hanno paura. Vorrebbero fare la voce grossa, intimidire i commercianti, ma sono soprattutto loro a temere denunce e arresti. Pesa per bene le parole, il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, ma nonostante le cautele («attenzione, la mafia non è ancora in ginocchio»), non nasconde un po’ di ottimismo.

Parlano il pentito e pure le vittime. Blitz a Palermo con quattro fermi.

Parlano il pentito e pure le vittime. Blitz a Palermo con quattro fermi.

I loro nomi erano già noti da quasi due mesi: ne aveva parlato l’ultimo pentito di Cosa nostra, Manuel Pasta, li avevano riportati i giornali, con dovizia di particolari, eppure loro continuavano tranquillamente a chiedere il pizzo, a piazzare l’attak ai «morosi» e a riscuotere porta a porta. Tanto da spingere i carabinieri e la […]

Blitz «Ponente», slitta la decisione sul ricorso presentato dalla Difesa.

Blitz «Ponente», slitta la decisione sul ricorso presentato dalla Difesa.

Sarà discusso non prima della prossima settimana il ricorso presentato dai difensori delle cinque persone arrestate lo scorso 17 maggio nel corso del blitz denominato «Ponente». Sui tavoli dei giudici del Riesame ci sarà anche il ricorso proposto dalla Procura contro il no all’arresto del boss Carmelo D’Amico.

Il pm Verzera ricorre in Casaazione. Torna in carcere Valentino Rizzo.

Il pm Verzera ricorre in Casaazione. Torna in carcere Valentino Rizzo.

Il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Giuseppe Verzera aveva ragione. Valentino Rizzo, 40 anni da compiere il prossimo 10 settembre, ammanettato dalla Mobile nell’ottobre 2006 nell’ambito dell’operazione “Nemesi” non andava scarcerato. Le pesanti accuse mosse nei suoi riguardi non potevano infatti consentire che l’uomo, il 16 febbraio dell’anno scorso, tornasse in libertà.

Mercato della frutta, patto mafia-camorra.

Mercato della frutta, patto mafia-camorra.

Il trasporto dei prodotti ortofrutticoli era affare loro. Un «federalismo mafioso», come lo ha definito il procuratore nazionale Piero Grasso, che aveva messo d’accordo il clan camorristico dei Casalesi e Cosa nostra siciliana per fare cartello insieme alla ‘ndrangheta. Così sull’asse Lazio, Campania, Calabria e Sicilia le cosche gestivano in regime di monopolio il trasferimento […]