Nella masseria di Corleone sono stati trovati bigliettini che gli investigatori attribuiscono a Matteo Messina Denaro e a Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Si fa riferimento agli appalti ‘messi a posto’.
tematica: Operazioni Antimafia
La ‘santabarbara’ era in un compressore.
La 'santabarbara' era in un compressore.
I carabinieri del reparto operativo hanno arrestato a Pistunina il meccanico Carmelo Bruno. All’interno dell’officina sono state rinvenute pistole, munizioni, un kalashnikov ed oltre mezzo chilo di esplosivo.
Quel ‘passo indietro’ di Salvatore Irrera e le convergenze di sottogruppi criminali.
Quel 'passo indietro' di Salvatore Irrera e le convergenze di sottogruppi criminali.
Grazie alle dichiarazioni di Francesco D’Agostino, individuati due potenti gruppi criminali che volevano gestire gli affari illegali in città. Scoperto anche il tentativo di omicidio del reggente del clan della zona sud, diventato egemone su tutto il territorio del capoluogo.
L’inchiesta su mafia, affari e politica. La Procura ha chiuso le indagini.
L'inchiesta su mafia, affari e politica. La Procura ha chiuso le indagini.
Ci sono voluti quasi nove mesi per chiudere le indagini sull’operazione ‘Dioniso’, il blitz antimafia che ha scoperchiato a Catania e provincia gli ultimi scenari degli accordi politico-affaristico-mafiosi, tra amministratori pubblici, imprenditori ed esponenti di Cosa nostra catanese.
Provenzano, le impronte dei complici.
Provenzano, le impronte dei complici.
All’interno del covo di Montagna dei Cavalli, i biologi della polizia scientifica hanno rinvenuto il Dna di chi andava a trovare il boss dei boss. Domani, intanto, primo interrogatorio per Provenzano.
Provenzano preparava un summit.
Provenzano preparava un summit.
Dopo la cattura del boss, continuano le indagini sui pizzini. Gli investigatori avrebbero identificato il luogo dove era previsto un vertice con cinque o sei capicosca. Poi avrebbe cambiato nascondiglio. Il suo trasferimento previsto in auto.
‘Cosa nostra è in perfetta salute’.
'Cosa nostra è in perfetta salute'.
Calogero Lo Bue ammette di aver consegnato cinque pacchi a Provenzano. Intanto, continuano i rilevamenti nel covo e, in particolare, l’esame dei pizzini. Emerge la nuova mappa dei clan.
I fiduciari del boss, a ognuno un ruolo.
I fiduciari del boss, a ognuno un ruolo.
Decifrando i messaggi gli investigatori sostengono che tutti i fiancheggiatori protetti da un numero avevano compiti precisi: il 4 si occupava di appuntamenti, il 31 di raccomandazioni.
Provenzano in carcere a Terni nei pizzini i nomi di insospettabili.
Provenzano in carcere a Terni nei pizzini i nomi di insospettabili.
Mentre Provenzano veniva trasferito nel super carcere di Terni, le forze dell’ordine hanno arrestato tre fiancheggiatori del boss. Si tratta di Bernardo Riina, pastore e solo omonimo del più famoso Totò e i fratelli Calogero e Giuseppe Lo Bue (quest’ultimo sposato con una nipote di Provenzano).
Caccia alle coperture politiche del boss.
Caccia alle coperture politiche del boss.
Nei ‘pizzini’ ritrovati nel covo di Bernardo Provenzano spuntano nomi nuovi. Ma non bisogna dimenticare i vecchi fiancheggiatori del super boss: dall’imprenditore diessino Castello al presidente del consiglio comunale di Villabate, ora pentito, Francesco Campanella.
