Dovranno comparire in 76 davanti al gup Andrea Esposito per rispondere, a vario titolo, di concorso in associazione mafiosa e di una serie di estorsioni, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, intestazione fittizia di beni per eludere la normativa sul sequestro di patrimoni di provenienza illecita. Sono i presunti capi e appartenenti alla […]
testata giornalistica: GAZZETTA DEL SUD
Assolti Giovanni Rao e i fratelli Destro Pastizzaro.
Processo "Mare nostrum"
La corte d’assise d’appello di Reggio Calabria (presidente Finocchiaro, a latere Cappello) ha assolto ieri mattina i fratelli tortoriciani Giuseppe e Salvatore Destro Pastizzaro e il castrense Giovanni Rao nell’ambito dello stralcio dei giudizi abbreviati del maxiprocesso “Mare Nostrum”, che proveniva da un rinvio della Corte di Cassazione.
Delitto Fortugno, 4 ergastoli pure in Appello.
Processo,omicidio,fortugno,appello,ergastoli
La Corte reggina ha confermato i quattro ergastoli nei confronti di Alessandro e Giuseppe Marcianò, nonché a Salvatore Ritorto e Domenico Audino, per il quale, comunque, sono state escluse le aggravanti mafiose. Riduzione di pena per Antonio Dessì, condannato a 5 anni e 8 mesi di reclusione (anche per lui sono state escluse le aggravanti […]
Nell’eccidio Borsellino non ci fu solo la mafia
Stragi,mafia
Il generale dei carabinieri Giuseppe Tavormina, ex direttore della Dia, nel prosieguo dell’audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, ribadisce la sua lettura dell’eccidio del giudice Borsellino e della sua scorta. Dietro via D’Amelio, insiste Tavormina, non ci fu solo Cosa nostra.
Il ruolo dell’arch. Liga nel racconto di Spataro.
Maurizio Spataro,Giusepe Liga
«L’architetto Liga era il reggente di Tommaso Natale. Me lo aveva detto Tanino Fidanzati. Dopo l’arresto dei Lo Piccolo, Pino Lo Verde si occupava di San Lorenzo e Cardillo, Fabio Chianchiano dello Zen e di Partanna Mondello, mentre a capo dell’area di Tommaso Natale c’era l’architetto. Io prima non l’avevo mai sentito nominare». A fare […]
Confiscata la “reggia” del gruppo Cuté: i redditi minimi non la giustificano.
Clan Cutè, Mangialupi,immobili
I giudici della sezione Misure di Prevenzione hanno infatti disposto la confisca di quasi tutti beni a suo tempo sequestrati al gruppo criminale mafioso di Mangialupi su proposta del questore recepita poi dalla Procura. Prossimo passaggio il confronto accusa-difesa in appello, sarà l’avvocato Salvatore Silvestro a curare il ricorso per conto dei Cutè.
Bloccato dalla Polizia con mezzo chilo di hashish negli slip.
Alberto Romeo,hascisc,slip
Con l’accusa di detenzione illegale di sostanze stupefacenti destinate allo spaccio è stato arrestato Alberto Romeo, 56 anni, reggino. Analogo provvedimento è stato adottato per i presunti complici, due giovani che si trovavano in sua compagnia. Si tratta di Giuseppe Morabito, 30 anni, e Paolo Morabito, 20 anni.
Giro di droga pilotato da vibonesi.
Operazione "Deja Vù",Vincenzo Marasco,droga,Sardegna
Passava attraverso il controllo di un vibonese il fiume di cocaina e hashish diretto in Sardegna. Vincenzo Marasco, 51 anni, originario di Rombiolo, trapiantato a Milano ma residente a Sassari (detenuto nel carcere di Vibo Valentia), sarebbe stato, infatti, il cervello del traffico diretto nel Sulcis-Inglesiente e a Domusnovas. Due località dove avrebbero avuto sede […]
I pentiti lo confermano in aula. «Luciano Lo Giudice era un usuraio».
Luciano Lo Giudice,usura,pentiti
«Luciano Lo Giudice prestava soldi a “strozzo”». I pentiti Roberto Moio e Consolato Villani hanno ribadito che il giovane rampollo della storica famiglia di ’ndrangheta reggina esercitava l’usura. L’hanno fatto ieri, sentiti in videoconferenza nel processo in Tribunale che vede Luciano Lo Giudice e Antonino Perla imputati di usura.
Fissata l’udienza preliminare.
Operazione "Uragano"
Adesso c’è la data sul confronto accusa-difesa. Tutti e ventitrè gli indagati dovranno comparire davanti al gup Daria Orlando il 22 aprile prossimo. Nuovo passaggio processuale quindi per la maxi operazione antidroga “Uragano”, dopo che il sostituto procuratore della Dda Giuseppe Verzera nelle scorse settimane aveva depositato all’ufficio gip ventitrè richieste di rinvio a giudizio.
