«Le sentenze della Cassazione sono pietre tombali, né l’imputato è Lazzaro né l’avvocato è Gesù Cristo». Bruno Contrada ha appena reindossato il suo impermeabile blu si è appoggiato al suo bastone, con la testa di aquila, e prima di chiedere dov’èl’uscita esterna quella laconica frase. Il presidente della Corte di Appello Sergio Nicastro ha appena […]
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Fornaio strozzato dagli usurai chiuse il negozio: tre condanne.
Fornaio,usurai
Il gup WIgnazitto ha condannato a 3 anni e 4 mesi, Giuseppe Bellissima, commerciante catanese di 30 anni, e i messinesi Natale Pizzuto, 33 anni ed Alessandro Rizzari, 34 anni pescivendolo al mercato San Orsola. I tre, accusati di usura aggravata, erano stati arrestati nel giugno scorso dalla Squadra Mobile di Messina. Nella loro rete […]
Mafia e appalti, undici condanne. Assoluzione per il costruttore Lena.
Mafia,appalti
Mafia e appalti, undici condanne pesanti (oltre 60 annidi carcere) e confische. Colpevole, fra gli altri, un costruttore stimato come Vincenzo Rizzacasa, che aveva lavorato per il «Gruppo 20», ilfior fiore dell’imprenditoria cittadina, condannato per uno solo dei due capi di imputazione che gli erano stati contestati, e senza l’aggravante di avere agevolato Cosa nostra.
Blitz tra Licata e Canicattì porta in carcere 21 spacciatori.
Operazione
Spacciavano, secondo l’accusa, eroina e cocaina a Licata, ma anche a Canicattì, Ravanusa e Campobello di Licata, le 21 persone raggiunte, all’alba di ieri, da altrettante ordinanze firmate dal gip del Tribunale di Agrigento, Alberto Davico, nell’ambito di un blitz antidroga condotto dai finanzieri di Licata
“La coca viaggiava coi biscotti”. Tre assolti e tre condannati.
"Latin lover".
Il processo è scaturito dall’operazione “Latin lover” che, il 30 gennaio 2003, portò al ritrovamento di cocaina dentro una scatola di biscotti, trasportata in una valigia da due persone.
Stragi di mafia, le verità di Spatuzza: ad eseguirle i “macellai” di Brancaccio.
Via d'Amelio.
Gli inquirenti nisseni: “Spatuzza ha rivelato il ruolo fondamentale dei “macellai” del mandamento di Brancaccio nel progettare e nell’eseguire le stragi del ’92, ’93 e ’94. La vedova di Borsellino: “Cossiga mi disse che la stora di Via d’Amelio è da colpo di Stato”.
Manfredi Borsellino: “Risarcire chi è stato in cella per errore”.
Borsellino, strage di Via d'Amelio.
Il figlio del magistrato ucciso si pone tranti interrogativi ancora aperti sull’evento drammatico della strage di Via d’Amelio in cui si intrecciano misteri, ferite e tanti segreti. “E’ indubbio che con loro la macchina della giustizia non ha funzionato. Mi chiedo come lo Stato potrà mai ripagarli per le ingiustizie e le sofferenze subite”.
Per Gambino lacrime di gioia: dopo 15 anni abbraccio mio figlio.
Natale Gambino, strage di Via d'Amelio.
Uno degli ergastolani scarcerati è tornato a Palermo dalla sua famiglia. “Io non ho mai perso la speranza – dice Natale Gambino – sapevo di essere innocente”.
Borsellino disse: c’è un traditore. La vedova: sapeva della trattativa.
Borsellino.
Si cerca di dare un volto al “Giuda” di cui avevano parlato due colleghi del giudice e la consorte. Secondo il Pm Camassa e Russo, nel giugno del ’92 Borsellino era tristissimo, pronto a dire loro che “mi hanno tradito, qualcuno mi ha tradito, qui è un nido di vipere”. E il giudice pianse.
Racket delle estorsioni, tre condanne ridotte in appello.
Pene ridotte per Pietro Abbate, Paolo Lo Iacono e Filippo Burgio. Il processo nato dopo la denuncia di Giovanni Anselmo, titolare di un’impresa che si era aggiudicata la manutenzione della rete fognaria.
