Quattro arresti per l’autunno caldo di Partinico. Ventuno attentati tra settembre e novembre dello scorso anno, un’escalation di violenza ricostruita adesso, almeno in parte, dai carabinieri del gruppo di Monreale, coordinati dai pm Francesco Del Bene e Dario Scaletta. Il regista neanche tanto occulto di quell’ondata di intimidazioni sarebbe stato Giovanni Vitale, 29 anni, il […]
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
“Facciamoli spaventare un altro poco”, così il clan Passalacqua imponeva il pizzo.
Nell’ambito dell’operazione antimafia che portato alla retata di Carini con 21 arresti, emergono alcuni particolari dell’estorsione all’officina dei fratelli Lentini, i quali oltre a tenere alle proprie dipendenze persone vicine alle famiglie mafiose, devono pagare anche il pizzo.
Sigilli al patrimonio dei Gravinao. Sequestrati 32 milioni di beni.
Graviano.
Un impero, tra case, terreni, negozi e distributori di benzina, affidato ad una serie di prestanome. Il patrimonio è stato scovato anche grazie ai pentiti Spatuzza, Tranchina e Iannolino.
“Mandami gamberoni”: era cocaina.
Passalacqua, Carini.
Dietro ai 21 arresti nell’ambito dell’operazione che ha coinvolto la cosca di Carini, un lungo lavoro di intercettazioni e pedinamenti. Dalla pescheria di Vito Caruso, consuocero del boss Passalacqua, la “famiglia” gestiva anche un traffico di droga.
Clan di Porta Nuova, racket e rapine nove condanne e un’assoluzione.
"Eleio".
Con il processo “Eleio” colpite le famiglie della Kalsa e del Borgo, con tre degli Abbate. Una sola l’assoluzione, quella di Giuseppe Auteri.
Il boss nel fortino protetto dai vicini.
Calogero Passalacqua.
La casa di Passalacqua era una sorta di fortino. Gli investigatori hanno scoperto che tutto il vicinato garantiva copertura al boss. Al vertice della famiglia anche la figlia: Magherita.
“Il vecchio boss comandava ancora”. Sgominata la cosca di Carini: 21 arresti.
Calogero Passalacqua.
Ad 80 anni suonati, il vecchio boss Calogero Passalacqua comandava ancora. Associazione mafiosa, droga ed estorsione le accuse. Il clan era in lotta per la supremazia con la cosca rivale dei Pipitone. Secondo gli inquirenti evitata una guerra di mafia.
Mafia tra S.Lorenzo e Acqusanta. Inflitte condanne per 120 anni.
Scoperti nuovi accordi tra il gruppo facente capo al boss Gianni Nicchi e quello dei Lo Piccolo, al fine di gestire meglio gli affari in città. La pena più alta a Giuseppe Biondino. In libertà Giovanni Sammarco, Gioacchino Intravia e Salvatore Cataldo.
“Soldi a Cosa nostra in cambio di voti”. I pm chiedono otto anni per Antinoro.
Antonello Antinoro.
Secondo l’accusa il deputato regionale nel 2008 avrebbe pagato da cinquanta a tremila euro per ottenere consensi. L’accusa sostiene anche che la compravendita oggetto del processo non sia stata l’unica.
Fornaio strozzato dagli usurai chiuse il negozio: tre condanne.
Fornaio,usurai
Il gup WIgnazitto ha condannato a 3 anni e 4 mesi, Giuseppe Bellissima, commerciante catanese di 30 anni, e i messinesi Natale Pizzuto, 33 anni ed Alessandro Rizzari, 34 anni pescivendolo al mercato San Orsola. I tre, accusati di usura aggravata, erano stati arrestati nel giugno scorso dalla Squadra Mobile di Messina. Nella loro rete […]
