Le assoluzioni in primo grado erano state solo tre e una ieri è stata cancellata. La Corte d’appello aumenta le pene: il processo Addiopizzo, il primo di una serie arrivata a cinque dibattimenti e processi celebrati col rito abbreviato, vede peggiorare la situazione per gli imputati. Dopo nove ore di camera di consiglio, le condanne […]
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Addiopizzo 5, rinviati a giudizio. Processo a febbraio.
Operazione "Addiopizzo 5",clan Lo Piccolo
Trentaquattro rinvii a giudizio nel processo «Addiopizzo 5». Lo ha deciso il Gup Lorenzo Matassa ieri sera, dopo otto ore di camera di consiglio, nell’aula bunker dell’Ucciardone. Il processo si svolgerà a partire dal 7 febbraio, davanti alla quarta sezione del Tribunale.
Alcamo, imprenditore riavrà i beni confiscati nel 1995.
Benedetto Labita,beni confiscati
Lo Stato dovrà restituire tutto il patrimonio confiscato all’alcamese Benedetto Labita che, nonostante l’assoluzione dall’accusa di mafia, ha avuto ugualmente applicata la misura di prevenzione patrimoniale. La Corte di Cassazione, infatti, ha accolto il ricorso dei suoi difensori, gli avvocati Baldassare Lauria e Manuela Canale – annullando il provvedimento della Corte di Appello di Palermo […]
“Colazione gratis o botte da orbi”. Banda di bulli fermata grazie a Facebook.
racket,bar,giovani,precedenti penali
Il gestore di un bar del centro storico costretto a servire cibi e bevande gratis, avventori infastiditi, una ragazza molestata ed un venditore di rose preso a calci. Trascorrevano tra una prepotenza ed un’altra le serate di una gang di giovanissimi, alcuni minorenni, sgominata da un’indagine di polizia e carabinieri.
Mafia, sotto sequestro beni per un milione e mezzo
Domenico D'Amico,sequestro beni
L’azienda e i beni dell’imprenditore mafioso finiscono sotto sequestro. Gli investigatori della Dia, su disposizione dei giudici della sezione misura di prevenzione, hanno bloccato il patrimonio di Domenico D’Amico di 61 anni, già condannato con sentenza passata in giudicato per associazione mafiosa.
Mafia e attentati a Partinico. Il regista era il figlio di Vitale.
Clan Vitale
Quattro arresti per l’autunno caldo di Partinico. Ventuno attentati tra settembre e novembre dello scorso anno, un’escalation di violenza ricostruita adesso, almeno in parte, dai carabinieri del gruppo di Monreale, coordinati dai pm Francesco Del Bene e Dario Scaletta. Il regista neanche tanto occulto di quell’ondata di intimidazioni sarebbe stato Giovanni Vitale, 29 anni, il […]
“Facciamoli spaventare un altro poco”, così il clan Passalacqua imponeva il pizzo.
Nell’ambito dell’operazione antimafia che portato alla retata di Carini con 21 arresti, emergono alcuni particolari dell’estorsione all’officina dei fratelli Lentini, i quali oltre a tenere alle proprie dipendenze persone vicine alle famiglie mafiose, devono pagare anche il pizzo.
Sigilli al patrimonio dei Gravinao. Sequestrati 32 milioni di beni.
Graviano.
Un impero, tra case, terreni, negozi e distributori di benzina, affidato ad una serie di prestanome. Il patrimonio è stato scovato anche grazie ai pentiti Spatuzza, Tranchina e Iannolino.
“Mandami gamberoni”: era cocaina.
Passalacqua, Carini.
Dietro ai 21 arresti nell’ambito dell’operazione che ha coinvolto la cosca di Carini, un lungo lavoro di intercettazioni e pedinamenti. Dalla pescheria di Vito Caruso, consuocero del boss Passalacqua, la “famiglia” gestiva anche un traffico di droga.
Il boss nel fortino protetto dai vicini.
Calogero Passalacqua.
La casa di Passalacqua era una sorta di fortino. Gli investigatori hanno scoperto che tutto il vicinato garantiva copertura al boss. Al vertice della famiglia anche la figlia: Magherita.
