C’è un solo assolto nel gruppo di coloro che avrebbero appoggiato la latitanza di Bernardo Provenzano. Si tratta di Liborio Spatafora, che in primo grado era stato condannato a otto anni. Dissequestrato anche il casolare in cui ‘Binu’ trascorse gli ultimi mesi.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Catania, Librino sotto assedio. Sequestrati 26 chili di droga.
Catania, Librino sotto assedio. Sequestrati 26 chili di droga.
Un’operazione congiunta di polizia, carabinieri e guardia di finanza, ha permesso di recuperare nel noto quartiere catanese fiumi di droga e soprattutto armi e munizioni.
Lo Presti suicida in cella forse perchè finisce un’alleanza con Riina junior.
Lo Presti suicida in cella forse perchè finisce un'alleanza con Riina junior.
Un giorno dopo l’imponente operazione ‘Perseo’, che ha portato in carcere boss e picciotti di Cosa nostra, Gaetano Lo Presti si è impiccato nella sua cella. Secondo gli inquirenti, aveva capito di aver commesso un errore, e con il suo gesto estremo, forse, ha voluto addossarsi ogni responsabilità.
Mafia, assolto dopo due condanne.
Mafia, assolto dopo due condanne.
Un ex impiegato della Sicilcassa era stato condannato in primo e secondo grado a otto anni. La Cassazione, invece, ha accolto le tesi dei legali, secondo cui l’imputato si sarebbe comportato in maniera incompatibile con quelle che sono le abitudini di un mafioso.
Mafia, processo a Termini Imerese. Otto condanne e dieci assoluzioni.
Mafia, processo a Termini Imerese. Otto condanne e dieci assoluzioni.
Inflitti complessivamente oltre 70 anni di carcere. ‘Sconti’ ai caccamesi Guzzino e Panzeca. Al collaboratore Giuffrè, 4 mesi in meno rispetto al primo grado.
Messineo: la partita è ancora lunga. Ma alla fine vincerà lo Stato.
Messineo: la partita è ancora lunga. Ma alla fine vincerà lo Stato.
Il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, nell’ambito dell’operazione Perseo, che ha decimato le cosche mafiose palermitane, parla di un successo perchè ha fornito il quadro aggiornato sullo stato attuale di Cosa nostra. ‘Il capo resta Totò Riina e se non c’è il suo avallo non si può ricostituire la Commissione provinciale’.
Presi figlio del boss e il suo autista. Il nascondiglio a casa di una vedova.
Presi figlio del boss e il suo autista. Il nascondiglio a casa di una vedova.
E’ durata un giorno la latitanza di Sandro Capizzi, figlio di Benedetto, e Salvatore Freschi, sfuggiti nel maxiblitz di ieri. I due sono stati scovati dalla squadra mobile a Bonagia.
Tra i due schieramenti contrapposti anche le insidie dei ‘tragediatori’.
Tra i due schieramenti contrapposti anche le insidie dei 'tragediatori'.
Nelle pieghe dell’operazione ‘Perseo’, emerge il comportamento di personaggi che usano il ‘porta e riporta’ a proprio uso. E’ il caso del bagherese Giuseppe Scaduto che a Sandro Capizzi dice ciò che a Porta Nuova si dice del padre.
Mesi di trattative per trovare l’intesa. ‘Vogliamo la pace, ma la guerra…’
Mesi di trattative per trovare l'intesa. 'Vogliamo la pace, ma la guerra...'
Una frase di Fabio Manno, captata dagli investigatori, ha fatto accelerare i tempi del blitz che ha decapitato famiglie e mandamenti mafiosi. Ad essere contrapposti Benedetto Capizzi e Gaetano Lo Presti.
Sulla cupola bis l’ombra di una regia: il superlatitante Messina Denaro.
Sulla cupola bis l'ombra di una regia: il superlatitante Messina Denaro.
Il boss trapanese sarebbe il grande protagonista del tentativo di riorganizzazione delle cosche. Il superlatitante sposava la linea pacifista ma non si schierava perchè ‘Palermo è una provincia sovrana’.
