Un ex impiegato della Sicilcassa era stato condannato in primo e secondo grado a otto anni. La Cassazione, invece, ha accolto le tesi dei legali, secondo cui l’imputato si sarebbe comportato in maniera incompatibile con quelle che sono le abitudini di un mafioso.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Mafia, processo a Termini Imerese. Otto condanne e dieci assoluzioni.
Mafia, processo a Termini Imerese. Otto condanne e dieci assoluzioni.
Inflitti complessivamente oltre 70 anni di carcere. ‘Sconti’ ai caccamesi Guzzino e Panzeca. Al collaboratore Giuffrè, 4 mesi in meno rispetto al primo grado.
Messineo: la partita è ancora lunga. Ma alla fine vincerà lo Stato.
Messineo: la partita è ancora lunga. Ma alla fine vincerà lo Stato.
Il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, nell’ambito dell’operazione Perseo, che ha decimato le cosche mafiose palermitane, parla di un successo perchè ha fornito il quadro aggiornato sullo stato attuale di Cosa nostra. ‘Il capo resta Totò Riina e se non c’è il suo avallo non si può ricostituire la Commissione provinciale’.
Presi figlio del boss e il suo autista. Il nascondiglio a casa di una vedova.
Presi figlio del boss e il suo autista. Il nascondiglio a casa di una vedova.
E’ durata un giorno la latitanza di Sandro Capizzi, figlio di Benedetto, e Salvatore Freschi, sfuggiti nel maxiblitz di ieri. I due sono stati scovati dalla squadra mobile a Bonagia.
Tra i due schieramenti contrapposti anche le insidie dei ‘tragediatori’.
Tra i due schieramenti contrapposti anche le insidie dei 'tragediatori'.
Nelle pieghe dell’operazione ‘Perseo’, emerge il comportamento di personaggi che usano il ‘porta e riporta’ a proprio uso. E’ il caso del bagherese Giuseppe Scaduto che a Sandro Capizzi dice ciò che a Porta Nuova si dice del padre.
Sulla cupola bis l’ombra di una regia: il superlatitante Messina Denaro.
Sulla cupola bis l'ombra di una regia: il superlatitante Messina Denaro.
Il boss trapanese sarebbe il grande protagonista del tentativo di riorganizzazione delle cosche. Il superlatitante sposava la linea pacifista ma non si schierava perchè ‘Palermo è una provincia sovrana’.
‘Volevano rifondare Cosa nostra’. Maxiretata a Palermo, 94 arresti.
'Volevano rifondare Cosa nostra'. Maxiretata a Palermo, 94 arresti.
Un imponente blitz dei carabinieri ha portato all’arresto di 94 persone, tra vecchi capimafia e nuovi picciotti, che cercavano di ‘ricostituire la commissione provinciale e fare cose gravi’. Dalle intercettazioni emerge anche il vero ruolo di Bernardo Provenzano che, secondo gli investigatori, era solo un consulente delle cosche. Il capo dei capi era sempre Totò […]
Boss storici e nuove leve, i 40 capi che dovevano rifondare Cosa nostra.
Boss storici e nuove leve, i 40 capi che dovevano rifondare Cosa nostra.
Il compito di ricostruire l’organizzazione mafiosa era stato affidato ad una ventina di boss, tra reggenti e vice di 15 mandamenti di Palermo e provincia, e a 19 capifamiglia. Il personaggio più importante è Benedetto Capizzi: avrebbe voluto dare l’assalto al posto che fu di Totò Riina.
I clan volevano coinvolgere Riina jr. Ma la famiglia gli ordinò: stai a casa.
I clan volevano coinvolgere Riina jr. Ma la famiglia gli ordinò: stai a casa.
Il ritorno in paese del rampollo di Totò ‘u curtu aveva creato non poche preoccupazioni tra i mafiosi della zona. Lo schieramento di Porta Nuova era convinto di poter contare su ‘Salvuccio’ per eleggere il nuovo capo.
La mafia torna a raffinare droga: a Casteldaccia villetta-laboratorio.
La mafia torna a raffinare droga: a Casteldaccia villetta-laboratorio.
Nell’ambito dell’operazione ‘Perseo’, gli investigatori hanno ricostruito un affare di droga gestito dai fratelli Freschi e da Benedetto e Sandro Capizzi. Per gennaio era previsto un altro carico di stupefacenti.
