Lo Piccolo sull’auto dei pompieri? Indagini su due vigli del fuoco.

Lo Piccolo sull'auto dei pompieri? Indagini su due vigli del fuoco.

Dall’inchiesta che ha portato all’emissione di 84 ordinanze di custodia cautelare emergerebbe il ruolo di Giovanni Niosi e Francesco Paolo di Blasi. Il primo avrebbe fornito mezzi e divise per aiutare la cosca guidata dal latitante, l’altro sarebbe un uomo di fiducia del clan ed esattore del pizzo.

Negozi da aprire o chiudere, decide il boss. ‘Cambia attività o ti scanniamo’.

Negozi da aprire o chiudere, decide il boss. 'Cambia attività o ti scanniamo'.

Emergono piccoli particolari dalla retata contro il clan Lo Piccolo. A Partanna il titolare di un esercizio avrebbe avuto il permesso della cosca solo per la vendita di pneumatici. Lui però mise su anche un autolavaggio, facendo concorrenza al figlio di Lo Piccolo. Fu punito con una bomba.

Una cosca alla ricerca dell’appoggio dei politici.

Una cosca alla ricerca dell'appoggio dei politici.

I risultati dell’inchiesta sulle famiglie di San Lorenzo svelerebbero la ricerca dei mafiosi di referenti politici per concludere affari con la giusta copertura. Per esempio, nelle intercettazioni dei colloqui tra Militello e Gottuso, si parla di tentativi di stringere alleanze con consiglieri comunali e assessori regionali.

Giuffrè: ‘Provenzano votò per Cuffaro’. Il presidente: ‘Mai chiesto il suo appoggio’.

Giuffrè: 'Provenzano votò per Cuffaro'. Il presidente: 'Mai chiesto il suo appoggio'.

Durante le dichiarazioni al processo per le ‘talpe’ in Procura, Nino Giuffrè ha aperto il capitolo su mafia e politica. Secondo ‘Manuzza’, Cosa nostra, per conto di Bernardo Provenzano, alle elezioni regionali del 2001 avrebbe appoggiato Totò Cuffaro. Immediata e sdegnata la risposta del presidente.

‘Le mani della mafia su rapine e racket’. Colpo al clan Lo Piccolo: blitz con 84 arresti.

'Le mani della mafia su rapine e racket'. Colpo al clan Lo Piccolo: blitz con 84 arresti.

Colpito il feudo del capo militare di Cosa nostra, ancora latitante con il figlio. La metà degli ordini di custodia eseguiti allo Zen. In cella anche negozianti, imprenditori e un architetto. le indagini avviate con l’aiuto di due collaboratori che hanno permesso di fare luce su rapine e racket delle estorsioni.