Salvatore Catanese, imputato di mafia nel processo contro il deputato di Forza Italia Gaspare Giudice, pass aal contrattacco dichiarando di essere vittima di Cosa Nostra. Durante il dibattimento, all’ioprenditore è stata imputata un’iscrizione ad una loggia massonica.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Bancarotta, condannati due Tarantino. Assoluzione confermata per riciclaggio.
Bancarotta, condannati due Tarantino. Assoluzione confermata per riciclaggio.
La Corte d’Assise d’Appello, presieduta da Salvatore Scaduti, ha confermato la sentenza di primo grado. La famiglia Tarantino è stata assolta dall’accusa di aver riciclato venti milioni di euro per conto del boss della Kalsa, Tommaso Spadaro. Condannati per il fallimento dei loro negozi Giuseppe e Salvatore Tarantino.
Carcere a vita al figlio maggiore di Riina. La Cassazione: ordinò ed esegui’ omicidi.
Carcere a vita al figlio maggiore di Riina. La Cassazione: ordinò ed esegui' omicidi.
La Suprema Corta ha condannato definitivamente Giovanni Riina, 29 anni, figlio maggiore di Totò. I giudici lo hanno considerato mandante di tre delitti commessi a Corleone ma anche killer, in quanto strozzò Antonino Di Caro, figlio di un boss di Canicatti’.
Aiello: Borzacchelli mi fece acquistare una sala operatoria inutilizzabile.
Aiello: Borzacchelli mi fece acquistare una sala operatoria inutilizzabile.
Michele Aiello, l’ex re mida della sanità siciliana, interrogato per la quarta volta dai giudici, torna ad accusare il maresciallo dei carabinieri Antonino Borzacchelli, ex deputato all’Ars. Aiello ha dichiarato: ‘Non mi aiutava negli affari, anzi mi rifilò un ‘pacco’.
‘Furono prestanome del boss di Trabia’. Condannati un imprenditore e la madre.
'Furono prestanome del boss di Trabia'. Condannati un imprenditore e la madre.
Un anno e sei mesi all’imprenditore Giuseppe Finocchio, un anno alla madre Maria Epifania Cassetta, e quattro mesi al genero di quest’ultima, Mario Occhipinti. La sentenza nasce da un’inchiesta in cui gli imputati avrebbero fatto da prestanome al boss mafioso di Trabia, Salvatore Rinella, ed ai suoi due fratelli, Diego e Pietro.
‘Non può più favorire Cosa nostra’. Torna in libertà l’ex assessore Miceli.
'Non può più favorire Cosa nostra'. Torna in libertà l'ex assessore Miceli.
Dopo 19 mesi di cella torna in libertà Domenico Miceli l’ex assessore al comune di Palermo. L’uomo, arrestato nell’estate del 2003 per concorso in associazione mafiosa, è stato scarcerato dal Tribunale del Riesame in quanto non può più reiterare le condotte che gli vengono attribuite dalla Procura, pur ritenendolo ancora un anello di collegamento tra […]
‘Alta mafia’, chiusa l’indagine sul deputato Lo Giudice e altri 44.
'Alta mafia', chiusa l'indagine sul deputato Lo Giudice e altri 44.
La Procura di Palermo ha chiuso le indagini nei confronti di 45 persone, tra cui il deputato regionale Udc, Vincenzo Lo Giudice, accusati a vario titolo, di concorso esterno in asosciazione mafiosa, estorsione, turbativa d’asta, corruzione, falso e abuso d’ufficio.
Siracusa, quattro ragazzi tra i 16 e 18 anni condannati per associazione mafiosa.
Siracusa, quattro ragazzi tra i 16 e 18 anni condannati per associazione mafiosa.
Alcuni minorenni che controllano i quartieri di Borgata e Santa Panagia, sono stati condannati per associazione mafiosa. Uno di loro, in un altro processo, è stato ritenuto responsabile di omicidio: sarebbe stato un killer a 14 anni.
‘Talpe in Procua’ per Lo Forte e Palma chiesta l’archiviazione dlel’inchiesta.
'Talpe in Procua' per Lo Forte e Palma chiesta l'archiviazione dlel'inchiesta.
Secondo il procuratore Messineo gli aggiunti palermitani Lo Forte e Palma sarebbero estranei all’accusa di aver rivelato notizie segrete. La parola adesso passa al gip. Nessun commento da parte dei due interessati.
Gela, il pizzo per proteggere un cantiere. Due storsori presi con l”acconto’ in tasca.
Gela, il pizzo per proteggere un cantiere. Due storsori presi con l''acconto' in tasca.
Paolo Portelli, 36 anni, presunto reggente del clan Emmanuello, e Gianluca Gambino, 30 anni, sono stati arrestati con l’accusa di estorsione. I due avevano appena ritirato 5.000 euro, parte della tangente richiesta ad un’azienda agrigentina che sta realizzando lavori di illuminazione pubblica in città.
