Carcere a vita al figlio maggiore di Riina. La Cassazione: ordinò ed esegui’ omicidi.

Carcere a vita al figlio maggiore di Riina. La Cassazione: ordinò ed esegui' omicidi.

La Suprema Corta ha condannato definitivamente Giovanni Riina, 29 anni, figlio maggiore di Totò. I giudici lo hanno considerato mandante di tre delitti commessi a Corleone ma anche killer, in quanto strozzò Antonino Di Caro, figlio di un boss di Canicatti’.

‘Furono prestanome del boss di Trabia’. Condannati un imprenditore e la madre.

'Furono prestanome del boss di Trabia'. Condannati un imprenditore e la madre.

Un anno e sei mesi all’imprenditore Giuseppe Finocchio, un anno alla madre Maria Epifania Cassetta, e quattro mesi al genero di quest’ultima, Mario Occhipinti. La sentenza nasce da un’inchiesta in cui gli imputati avrebbero fatto da prestanome al boss mafioso di Trabia, Salvatore Rinella, ed ai suoi due fratelli, Diego e Pietro.

‘Non può più favorire Cosa nostra’. Torna in libertà l’ex assessore Miceli.

'Non può più favorire Cosa nostra'. Torna in libertà l'ex assessore Miceli.

Dopo 19 mesi di cella torna in libertà Domenico Miceli l’ex assessore al comune di Palermo. L’uomo, arrestato nell’estate del 2003 per concorso in associazione mafiosa, è stato scarcerato dal Tribunale del Riesame in quanto non può più reiterare le condotte che gli vengono attribuite dalla Procura, pur ritenendolo ancora un anello di collegamento tra […]

Gela, il pizzo per proteggere un cantiere. Due storsori presi con l”acconto’ in tasca.

Gela, il pizzo per proteggere un cantiere. Due storsori presi con l''acconto' in tasca.

Paolo Portelli, 36 anni, presunto reggente del clan Emmanuello, e Gianluca Gambino, 30 anni, sono stati arrestati con l’accusa di estorsione. I due avevano appena ritirato 5.000 euro, parte della tangente richiesta ad un’azienda agrigentina che sta realizzando lavori di illuminazione pubblica in città.

Un pentito: boss cercava voti per Miceli. La difesa: ma quell’uomo era in cella.

Un pentito: boss cercava voti per Miceli. La difesa: ma quell'uomo era in cella.

Durante l’udienza al processo contro Domenico Miceli ha deposto Enrico Pettinato. Il collaborante ha dichiarato di aver incontrato Salvatore Sorrentino, affiliato al clan di Pagliarelli, con i manifesti elettorali dell’uomo politico. La difesa replica che il pentito non poteva essere a conoscenza di ciò che ha dichiarato perchè detenuto.