Altri due esecutori materiali del generale Dalla Chiesa, della moglie e dell’agente di scorta, sono stati condannati all’ergastolo. Si tratta di Giuseppe Lucchese e Raffaele Ganci, boss della Noce. Secondo Nando Dalla Chiesa resta ancora una zona d’ombra: quella che circonda i mandanti occulti.
testata giornalistica: GIORNALE DI SICILIA
Appalti, estorsioni, i conti del clan: il boss riceveva bigliettini e dava ordini.
Appalti, estorsioni, i conti del clan: il boss riceveva bigliettini e dava ordini.
Fino a pochi giorni fa Salvatore Rinella era in contatto con una decina di fiancheggiatori. Le prove grazie al sequestro di alcuni ‘pizzini’. Il boss gestiva affari del clan di Caccamo dalla cattura di ‘Manuzza’.
Rinella tradito da un trasloco: portò via i mobili da un covo.
Rinella tradito da un trasloco: portò via i mobili da un covo.
Salvatore Rinella, braccio destro di Nino Giuffrè, è stato arrestato dai carabinieri insieme a un suo fiancheggiatore, Giovanni La Barbera. Le forze dell’ordine hanno pedinato un autotrasportatore di Trabia, scoprendo il nuovo rifugio.
‘Non sono i killer del barone D’Onufrio’. In quattro scagionati dalla Cassazione.
'Non sono i killer del barone D'Onufrio'. In quattro scagionati dalla Cassazione.
La Cassazione ha cancellato definitivamente le condanne di Giuseppe Graviano, Francesco Tagliavia, Lorenzo Tinnirello e del latitante Filippo La Rosa, presunti killer del barone D’Onufrio, ucciso il 16 marzo 1989. Resta un solo colpevole: Giuseppe Lucchese.
Provenzano indica il suo referente. ‘Giulio Gambino è l’uomo giusto’.
Provenzano indica il suo referente. 'Giulio Gambino è l'uomo giusto'.
Da alcune lettere di Bernardo Provenzano indirizzate a Giuffrè e fatte ritrovare da quest’ultimo emergono nuovi particolari. Si scopre, infatti, come il superlatitante abbia la massima fiducia nei confronti di Giulio Gambino, mafioso di Villagrazia
Giuffrè e le stragi del ’92: ‘ Ci furono pressioni pure dai boss di Agrigento’.
Giuffrè e le stragi del '92: ' Ci furono pressioni pure dai boss di Agrigento'.
Nino Giuffrè, in alcuni verbali depositati in processo ai clan di Agrigento, racconta alcuni retroscena inediti degli eccidi del ’92, nonchè dei legami tra la mafia dei corleonesi e quella degli agrigentini.
La Cassazione su Fecarotta: insufficienti le accuse di mafia.
La Cassazione su Fecarotta: insufficienti le accuse di mafia.
L’imprenditore Mario Fecarotta resta agli arresti domiciliari. Per la Suprema Corte va rivisto l’ordine di custodia cautelare. Infatti, fare affari con i boss non basta per affermare le collusioni.
Allarme usura. Casi in aumento, poche le denunce.
Allarme usura. Casi in aumento, poche le denunce.
Il capo della mobile lancia l’allarme contro la piaga usura. Giuseppe Cucchiara dichiara che è fondamentale la collaborazione delle vittime per stroncare le organizzazioni criminali. Il business si basa soprattutto sugli assegni post-datati che le vittime firmano ai cravattari come garanzie.
Delitto risolto. ‘Il pilota scortò i killer’.
Delitto risolto. 'Il pilota scortò i killer'.
I carabinieri ricostruiscono l’omicidio del 1981 nelle campagne di San Cipirello e scattano tre ordini di custodia. Arresto per l’imprenditore Francesco Di Matteo, noto pilota siciliano che avrebbe guidato la macchina, e per i boss Agrigento e Genovese.
Maxisequestro: sigilli a beni per 450 milioni.
Maxisequestro: sigilli a beni per 450 milioni.
Sequestrati beni per 450 milioni di euro a Giovanni Costa, operaio di Villabate, divenuto imprenditore. L’uomo era già stato arrestato per riciclaggio con l’aggravante di agevolare Cosa nostra.
